Non c’è trippa per gatti?

Giovedì scorso avevo deciso che la settimana sarebbe stata dedicata a Ernesto Nathan!

Tempo per seguire con calma “Il Luppolo Selvatico”? Molto vicino a zero…

Tempo per fare la spesa e riempire dispensa e frigorifero? Niente…

Possibilità di cucinare qualcosa che vada oltre le zucchine dell’orto? Praticamente nessuna…

D’altronde, quando il lavoro arriva bisogna prenderlo, no? E il lavoro, in alcuni momenti, si piglia tutto il tempo che non dedichi alla “stretta sopravvivenza”, senza nemmeno troppo rispetto per il sabato e la domenica…

Dunque, settimana dedicata a Ernesto Nathan!

Questo signore, la cui esistenza ignoravo tranquillamente fino a un paio di mesi fa, venne eletto primo sindaco di Roma capitale nel 1907. D’origine inglese, laico e massone, progressista e parlamentare della sinistra storica, all’inizio del secolo scorso divenne una delle figure di spicco nella vita di una capitale che contava poco più di duecentomila abitanti, in gran parte analfabeti.

Cosa c’entra con la mia settimana?

Nonostante le battaglie a favore dell’infanzia e della formazione giovanile e contro la gigantesca speculazione edilizia del suo tempo, Nathan viene oggi  ricordato (raramente) solo per una sua espressione, ancora oggi di uso piuttosto comune. Dovendo tagliare alcuni capitoli di spesa da un bilancio comunale, per chiarire ad alcuni funzionari che le cause erano da ricercarsi nella mancanza di disponibilità finanziarie, fece esplicito riferimento alla voce di spesa che garantiva il mantenimento dei gatti della città e se ne venne fuori con un bellissimo: “Non c’è trippa per gatti!”

Ecco! Vista la mia disponibilità di tempo, fino a giovedì, la mia settimana poteva rispecchiarsi proprio in questa frase …

… fino a giovedì sera, quando di trippa ne è arrivata uno stock tipo Festa dell’Unità vecchio stile … No, non intendo in termini di tempo … sto proprio parlando di TRIPPA!

Già, trippa … a giugno …

Come dire: “Non si fanno i conti senza l’oste!” … Perchè??? Sennò, che fa?!? Se ne va e ti lascia trippa da cucinare per 25 persone??? Infatti: trippa, patate e fagiolane … giusto giusto per 25! Ma vorrai mica lasciarli digiuni?!?

……………………………………………

Per fortuna, c’è la notte!

… Ed io, la notte, indosso il mio Toque blanche… Pardon, Noir

e mi trasformo in …

ANTONELLIK

😀 😀 😀

 

TRIPPA CON PATATE E FAGIOLANA DELLA VAL BORBERA

Ingredienti – dosi per 25 persone

  • 6,5 kg di trippa di vitellone – 5,5 kg pulita (comprata dal macellaio di fiducia … e non quella sbiancata con detergenti chimici ma quella definita “grigia”);
  • 3,1 kg patate;
  • 1,5 kg carote;
  • 1 kg di fagiolana secca della Val Borbera;
  • 850 gr di sedano bianco;
  • 800 gr di salsa di pomodoro (io ho usato quella home made);
  • 250 gr di lardo;
  • 3 grosse cipolle;
  • 6 foglie di salvia;
  • 8 chiodi di garofano;
  • 4 spicchi di aglio;
  • 4 foglie di alloro;
  • un mazzo di prezzemolo;
  • olio evo q.b.

Preparazione

La sera prima mettere i fagioli secchi in una boulle di vetro e coprirli con acqua tiepida. Lasciare in ammollo per circa 8/10 ore.

Lavare, mondare accuratamente e tagliare grossolanamente le diverse frattaglie. Immergerle in una pentola d’acqua portata ad ebollizione, lasciare qualche minuto e scolare.

Portare nuovamente ad ebollizione una pentola d’acqua a cui sono state aggiunte due cipolle steccate con qualche chiodo di garofano. Immergere la trippa nell’acqua bollente e portare quasi a cottura.

Togliere la trippa dal brodo e tagliarla a listarelle non troppo fini. Filtrare il brodo di cottura e mettere a parte.

A questo punto è diventato tardissimo anche per i super-eroi: anche Antonellik deve adeguarsi e andare a nanna 😉

The day after … Scolare la fagiolana ammollata e metterla in una pentola coperta con acqua fredda. Aggiungere una cipolla tritata finemente, gli spicchi di aglio schiacciati con lo spremi aglio, le foglie di salvia ed un po’ di olio evo. Portare a cottura ( circa 2 ore e mezzo). Qualora fosse necessario durante la cottura aggiungere acqua calda. Salare solo a fine cottura.

In un’altra pentola (mooolto capiente), mettere il battuto di lardo precedentemente preparato, un po’ di olio evo, il sedano e le carote tagliate a rondelle, le foglie di alloro; far soffriggere per qualche minuto ed unire la trippa. Fare insaporire e, quindi, aggiungere le patate tagliate grossolanamente, la salsa di pomodoro e parte del brodo di cottura. Salare e cuocere ancora per circa due ore.

Qualora fosse necessario, durante la cottura aggiungere ancora brodo caldo. Circa un quarto d’ora prima di togliere la trippa dal fuoco, unire la fagiolana precedentemente cotta.

Appena prima di servire, unire una grossa manciata di prezzemolo finemente tritato.

Servire la trippa, avendo cura di lasciare a disposizione parmigiano grattugiato e macinino con pepe bianco in grani.

Se poi avete ancora la forza di coccolare qualcuno dei vostri ospiti, la trippa la potete servire così: all’interno di una pagnotta di farro e segale, appositamente e amorevolmente svuotata …

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4 thoughts on “Non c’è trippa per gatti?

  1. Buongiorno Antonella, sono passata stanotte (insonnia? 😦 )
    Io sono Liberik 🙂 e vorrei essere la ventiseiesima commensale..anche se siamo in giugno..c’è trippa per gatti!! Un bacione!

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    • Mi spiace Libera … ma mi è ri masto solo l’applauso dei commensali! 🙂 Di Super-eroi non ne ho visti ma di Super-forchette ce n’era un bel gruppo!
      Meno male che, nell’attesa, c’erano anche un paio di salami altrimenti c’era di che preoccuparsi …

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