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Posts Tagged ‘patate’

Di tanto in tanto, mi capita di guardare in televisione delle trasmissioni di cucina e, a volte, all’ora di pranzo La prova del cuoco mi fa un po’ di compagnia. Nella puntata di giovedì scorso mi ha incuriosita la ricetta della “Pizza con verdure e alici”. Pochi giorni prima mi era capitato di leggere un’altra ricetta simile su DonnaModerna.com e così ho voluto provare anch’io a prepararla … ovviamente, con qualche modifica personale.

Ingredienti per l’impasto:

  • gr 400 di farina di farro integrale macinata a pietra;
  • gr 100 di farina di segale macinata a cilindri;
  • gr 7 di lievito di birra disidratat0;
  • 350 gr di acqua;
  • due cucchiaini di zucchero;
  • un chiucchiaio di olio evo;
  • due cuchiaini da the di sale fino.

 Ingredienti per la farcia

  • gr 500 di alici già pulite; 
  • gr 400 di fagiolini ;
  • 4 patate medie;
  • un peperone rosso;
  • un peperone giallo;
  • 4 uova intere;
  • uno spicchio di aglio;
  • un mazzetto di prezzemolo;
  • sale fino q.b.;
  • pepe q.b.

Preparazione dell’impasto

Su di un piano di lavoro, mischiare le farine insieme al lievito disidratato ed allo zucchero.
Creare una fontana, aggiungere l’olio e, gradatamente, l’acqua tiepida, formando man mano l’impasto.
Una volta impastati i due terzi della farina, aggiungere il sale.
Lavorare energicamente fino a quando l’impasto risulterà liscio ed elastico; modellarlo a palla e lasciare lievitare coperto fino al raddoppio del suo volume. 

Preparazione della farcia

Togliere le estremità ai fagiolini, lavarli e lessarli in acqua bollente e salata.
Lessare le patate partendo da acqua fredda e salare appena raggiunge il bollore.
Nel frattempo, pulire e tagliare a tocchetti i peperoni, immergerli in una boulle con acqua e sale e lasciarli in ammollo almeno 30 minuti.
In una padella mettere un po’ di olio evo, lasciare scaldare, quindi mettere i peperoni.
Dopo circa 5/6 minuti aggiungere le patate tagliate a fette ed i fagiolini. Salare e lasciare sul fuoco ancora qualche minuto.

Lasciare raffreddare.
In una boulle, sbattere le uova aggiungendo sale e pepe e tenere a parte.
Lavare e asciugare molto bene le alici quindi insaporirle con il prezzemolo e l’aglio tritati .

Composizione della torta

Stendere con il mattarello la pasta lievitata, formando un disco di diametro maggiore rispetto alla teglia che si userà per la cottura (io ho usato uno stampo a cerniera da 28 cm).
Trasferirlo nello stampo rivestito con carta forno e riempire disponendo a strati alternati le verdure e le alici (si inizia con le verdure).

Per ultimo versare le uova sbattute.
Ripiegare i bordi della pasta in eccesso, quindi, infornare in forno già caldo a 220°.
Dopo cinque minuti abbassare la temperatura a 180° e portare a cottura (circa 60 minuti).

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Mazze di tamburo al forno con le patate

 

Ingredienti

  • Mazze di tamburo fresche ;
  • patate;
  • prezzemolo;
  • aglio;
  • olio evo;
  • sale.

 Preparazione

Eliminare completamente il gambo da ogni fungo e pulire bene le teste con un panno umido in modo da eliminare eventuali impurità e le scaglie.
In una teglia da forno mettere un filo di olio evo e disporre uno strato di patate tagliate con la mandolina. Salare, condire con poco olio e continuare sovrapponendo uno strato di mazze di tamburo disposte con le lamelle rivolte verso l’alto.
Distribuire sui funghi una spolverata di prezzemolo e aglio finemente tritati. Salare e condire con un filo di olio (sia sulle patate, sia sui funghi, l’ideale sarebbe distribuire l’olio con un nebulizzatore).

Continuare così, a strati, fino a riempire la teglia (l’ultimo strato deve essere di patate). Coprire la teglia con un foglio di alluminio ed infornare con forno gia caldo a 200° per circa 45/50 minuti. Durante l’ultimo quarto d’ora di cottura, togliere il foglio di alluminio per far dorare leggermente la superficie.

Siccome la raccolta è stata veramente abbondante, per non farci mancare niente le ho cucinate anche così … ma … niente foto … semplicemente, mangiate al volo 🙂 

Mazze di tamburo alla piastra

Ingredienti

  • Mazze di tamburo fresche;
  • prezzemolo;
  • aglio;
  • olio evo;
  • sale;
  • pepe nero.

Preparazione

Dopo aver ben pulito i funghi con un panno umido ed eliminato completamente i gambi, condire dalla parte delle lamelle con prezzemolo e aglio finemente tritati, spolverare con il pepe, salare e nebulizzare con olio evo.
Accoppiare due a due i funghi, tenendo le lamelle all’interno, e lasciarli riposare coperti in frigorifero per almeno un’ ora.
Cuocere sulla piasta a bassa temperatura per pochi minuti e servire subito.

Mazze di tamburo panate e fritte

Ingredienti

  • Mazze di tamburo fresche;
  • farina di mais tostata;
  • uova;
  • sale;
  • pepe nero
  • olio per friggere (io ho usato olio vergine d’ oliva).

Preparazione

Dopo aver ben pulito i funghi con un panno umido ed eliminato completamente i gambi, immergerli uno alla volta nell’uovo sbattuto a cui ho aggiunto sale e pepe.
Passarli da ambo i lati nella farina di mais tostato, premendo leggermente per fare ben aderire la panatura. 
Friggere fino a completa doratura in olio caldo rigirandoli spesso.
Servire appena tolti dal fuoco.

… quelle più piccole (diametro massimo 10 cm) le ho messe sott’olio …

Mazze di tamburo sott’olio

Ingedienti

  • Mazze di tamburo a ditale oppure con un diametro non superiore ai 10 cm;
  • aceto di vino bianco;
  • vino bianco;
  • chiodi di garofano;
  • sale;
  • piccole foglie di alloro fresche;
  • aglio;
  •  olio evo.

Preparazione

Pulire accuratamente i funghi con un panno umido, eliminare completamente i gambi e, con un coltello affilato, togliere le lamelle.
Tagliare le teste dei funghi a pezzi di medie dimensioni e tenere a parte.
In una pentola sufficientemente capiente mettere una miscela di aceto e vino (io ho messo aceto e vino nella proporzione di 1 a 1) insieme a qualche chiodo di garofano. Mettere sul fuoco e, appena inizia a bollire, unire i funghi precedentemente preparati e salare. Lasciare bollire 4/5 minuti, scolare, eliminare i chiodi di garofano e lasciare asciugare per qualche ora. Invasare in contenitori di vetro con coperchio a chiusura ermetica, precedentemente sterilizzati, aggiungendo in ogni vasetto uno spicchio di aglio (oppure mezzo …  dipende dalla dimensione del vasetto) ed una piccola foglia di alloro. Coprire completamente con olio evo, chiudere e conservare in dispensa al riparo dalla luce .

… queste non le ho ancora assaggiate … devono riposare  per almeno 15 giorni 😦

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Ingredienti

  • 900 gr di patate;
  • 400 gr di fagiolini (io ho usato fagiolini di varietà diverse per giocare un po’ con i colori);
  • 6 uova;
  • 50/60 gr di parmigiano reggiano (oppure un mix parmigiano reggiano e pecorino);
  • un cucchiaio di prezzemolo tritato (facoltativo);
  • 30 gr di burro;
  • noce moscata;
  • sale;
  • qualche filo di erba cipollina e foglie d’insalata per la presentazione.

Preparazione

Lavare le patate, metterle in una casseruola coperte di acqua fredda e lessarle (quando l’acqua bolle, salare). 
Mondare i fagiolini e lessarli in acqua bollente salata.
Rassodare 4 uova.
Una volta cotte, scolare le patate, sbucciarle e passarle con lo schiacciapatate. Unire il burro, i fagiolini cotti e frullati (tenerne a parte un po’ per rivestire il fondo dello stampo in cui si cuocerà lo sformato), due uova intere leggermente sbattute, il formaggio grattugiato, il prezzemolo (facoltativo), una grattatina di noce moscata ed il sale sufficiente per ottenere una giusta sapidità. Mescolare il tutto accuratamente per amalgamare bene tutti gli ingredienti. 
Foderare uno stampo della capacità di un litro con carta forno, disporre sul fondo i fagiolini interi e coprire con metà del composto precedentemente preparato. Disporre in bell’ordine le uova sode tagliate a metà (oppure a spicchi) e ricoprire con il rimanente composto. infornare in forno già caldo a 200° e cuocere per circa 40 minuti. Lasciare intiepidire quindi sformare.

Servire tiepido o freddo, accompagnandolo, eventualmente, con un pesto piuttosto liquido.

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Ho passato gli ultimi giorni immersa incollata al computer e ho avuto appena il tempo di dare un’occhiata di sfuggita a queste pagine …
… e il caldo non mi ha certo invogliato ad accendere i fornelli per mettermi a cucinare …
Una settimana tutta dedicata alla fotografia naturalistica, quella appena passata: mi avevano chiesto di fare parte della giuria di un concorso dedicato all’ambiente lungo al torrente Scrivia e avevo accettato con piacere. Già, l’anno scorso questa esperienza mi aveva divertita molto.
Quest’anno, però, il concorso è cresciuto e l’organizzazione mi ha chiesto anche di curare una proiezione di fotografie, tutte dedicate all’acqua, prestate alla manifestazione da un gruppo di fotografi internazionali.
Lo scopo era quello di creare un collegamento tra le immagini in concorso ed una delle campagne dell’UNICEF.
Così, ho messo da parte “il Luppolo Selvatico” e mi sono immersa (è proprio il caso di dirlo!) nel Gange, nel Mekong, nelle pozze africane, nei laghetti delle Alpi, nei torrenti del Canada …
… e grazie alle bellissime immagini che questi fotografi hanno messo a disposizione, anche il mio sforzo è valso a raccogliere abbastanza per una pompa di profondità da installare in un villaggio in Eritrea …

Ho fatto questa premessa non per raccontare un piccolo successo e farmi dire “brava” ma, oltre che per invitare tutti quelli che ne hanno voglia a seguire i link che ho inserito, per condividere un pensiero che mi è venuto alla mente in questi giorni: quante volte, facendo un gesto che ormai diamo per scontato come mettere una pentola d’acqua sul fuoco, ci viene in mente quanto è importante per ciascuno di noi quel poco di liquido trasparente? … per quanti quel gesto è, invece, una specie di miracolo?
A volte, ho la sensazione che “evoluzione” sia un termine davvero improprio per l’homo sapiens …

Ingredienti (per3 persone)

  • 250 gr di conchiglie di Kamut;
  • 300 gr di patate;
  • 250 gr di  piattoni;
  • 150 gr di passata di pomodoro;
  • 2 spicchi di aglio;
  • 1 peperoncino piccante;
  • basilico
  • olio evo;
  • sale.

Preparazione

In un tegamino, a freddo, unire l’olio e gli spicchi di aglio. Mettere sul fuoco ed appena l’aglio inizia ad imbiondire aggiungere la salsa di pomodoro. Salare e lasciare cuocere qualche minuto.
A fuoco spento, unire abbondante basilico sminuzzato.
In una pentola capiente, mettere l’acqua e le patate pelate e tagliate a tocchetti di media dimensione. Mettere sul fuoco e, quando inizia a bollire, salare e lasciare cuocere circa 5 minuti. Aggiungere quindi i piattoni precedentemente mondati, lavati e tagliati a becco di flauto e, dopo qualche minuto, unire anche la pasta. A cottura ultimata scolare le verdure e la pasta quindi condire con il sugo di pomodoro precedentemente preparato e servire. A piacere, puo’ essere aggiunta una spolverata di parmigiano reggiano.

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Giovedì scorso avevo deciso che la settimana sarebbe stata dedicata a Ernesto Nathan!

Tempo per seguire con calma “Il Luppolo Selvatico”? Molto vicino a zero…

Tempo per fare la spesa e riempire dispensa e frigorifero? Niente…

Possibilità di cucinare qualcosa che vada oltre le zucchine dell’orto? Praticamente nessuna…

D’altronde, quando il lavoro arriva bisogna prenderlo, no? E il lavoro, in alcuni momenti, si piglia tutto il tempo che non dedichi alla “stretta sopravvivenza”, senza nemmeno troppo rispetto per il sabato e la domenica…

Dunque, settimana dedicata a Ernesto Nathan!

Questo signore, la cui esistenza ignoravo tranquillamente fino a un paio di mesi fa, venne eletto primo sindaco di Roma capitale nel 1907. D’origine inglese, laico e massone, progressista e parlamentare della sinistra storica, all’inizio del secolo scorso divenne una delle figure di spicco nella vita di una capitale che contava poco più di duecentomila abitanti, in gran parte analfabeti.

Cosa c’entra con la mia settimana?

Nonostante le battaglie a favore dell’infanzia e della formazione giovanile e contro la gigantesca speculazione edilizia del suo tempo, Nathan viene oggi  ricordato (raramente) solo per una sua espressione, ancora oggi di uso piuttosto comune. Dovendo tagliare alcuni capitoli di spesa da un bilancio comunale, per chiarire ad alcuni funzionari che le cause erano da ricercarsi nella mancanza di disponibilità finanziarie, fece esplicito riferimento alla voce di spesa che garantiva il mantenimento dei gatti della città e se ne venne fuori con un bellissimo: “Non c’è trippa per gatti!”

Ecco! Vista la mia disponibilità di tempo, fino a giovedì, la mia settimana poteva rispecchiarsi proprio in questa frase …

… fino a giovedì sera, quando di trippa ne è arrivata uno stock tipo Festa dell’Unità vecchio stile … No, non intendo in termini di tempo … sto proprio parlando di TRIPPA!

Già, trippa … a giugno …

Come dire: “Non si fanno i conti senza l’oste!” … Perchè??? Sennò, che fa?!? Se ne va e ti lascia trippa da cucinare per 25 persone??? Infatti: trippa, patate e fagiolane … giusto giusto per 25! Ma vorrai mica lasciarli digiuni?!?

……………………………………………

Per fortuna, c’è la notte!

… Ed io, la notte, indosso il mio Toque blanche… Pardon, Noir

e mi trasformo in …

ANTONELLIK

😀 😀 😀

 

TRIPPA CON PATATE E FAGIOLANA DELLA VAL BORBERA

Ingredienti – dosi per 25 persone

  • 6,5 kg di trippa di vitellone – 5,5 kg pulita (comprata dal macellaio di fiducia … e non quella sbiancata con detergenti chimici ma quella definita “grigia”);
  • 3,1 kg patate;
  • 1,5 kg carote;
  • 1 kg di fagiolana secca della Val Borbera;
  • 850 gr di sedano bianco;
  • 800 gr di salsa di pomodoro (io ho usato quella home made);
  • 250 gr di lardo;
  • 3 grosse cipolle;
  • 6 foglie di salvia;
  • 8 chiodi di garofano;
  • 4 spicchi di aglio;
  • 4 foglie di alloro;
  • un mazzo di prezzemolo;
  • olio evo q.b.

Preparazione

La sera prima mettere i fagioli secchi in una boulle di vetro e coprirli con acqua tiepida. Lasciare in ammollo per circa 8/10 ore.

Lavare, mondare accuratamente e tagliare grossolanamente le diverse frattaglie. Immergerle in una pentola d’acqua portata ad ebollizione, lasciare qualche minuto e scolare.

Portare nuovamente ad ebollizione una pentola d’acqua a cui sono state aggiunte due cipolle steccate con qualche chiodo di garofano. Immergere la trippa nell’acqua bollente e portare quasi a cottura.

Togliere la trippa dal brodo e tagliarla a listarelle non troppo fini. Filtrare il brodo di cottura e mettere a parte.

A questo punto è diventato tardissimo anche per i super-eroi: anche Antonellik deve adeguarsi e andare a nanna 😉

The day after … Scolare la fagiolana ammollata e metterla in una pentola coperta con acqua fredda. Aggiungere una cipolla tritata finemente, gli spicchi di aglio schiacciati con lo spremi aglio, le foglie di salvia ed un po’ di olio evo. Portare a cottura ( circa 2 ore e mezzo). Qualora fosse necessario durante la cottura aggiungere acqua calda. Salare solo a fine cottura.

In un’altra pentola (mooolto capiente), mettere il battuto di lardo precedentemente preparato, un po’ di olio evo, il sedano e le carote tagliate a rondelle, le foglie di alloro; far soffriggere per qualche minuto ed unire la trippa. Fare insaporire e, quindi, aggiungere le patate tagliate grossolanamente, la salsa di pomodoro e parte del brodo di cottura. Salare e cuocere ancora per circa due ore.

Qualora fosse necessario, durante la cottura aggiungere ancora brodo caldo. Circa un quarto d’ora prima di togliere la trippa dal fuoco, unire la fagiolana precedentemente cotta.

Appena prima di servire, unire una grossa manciata di prezzemolo finemente tritato.

Servire la trippa, avendo cura di lasciare a disposizione parmigiano grattugiato e macinino con pepe bianco in grani.

Se poi avete ancora la forza di coccolare qualcuno dei vostri ospiti, la trippa la potete servire così: all’interno di una pagnotta di farro e segale, appositamente e amorevolmente svuotata …

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