Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘dolci da forno’

Il dipinto qui sopra ritrae San Gerardo dei Tintori (Monza, 1134?- 6 giugno 1207). Proveniente da una famiglia piuttosto agiata, alla morte del padre, Gerardo fondò a Monza un ospedale con lo scopo di assistere i poveri e i malati. La sede dell’ospedale pare fosse la stessa casa di Gerardo, sulla riva sinistra del Lambro ed il servizio era svolto da conversi (laici che, come i frati, vivevano in comune ma senza prendere i voti religiosi). L’ospedale, di cui Gerardo fu il “ministro” fino alla sua morte, continuò la sua attività fino al XVIII secolo, quando venne accorpato ad altri istituti di cura. Dopo la seconda guerra mondiale, l’amministrazione comunale di Monza decise di intitolargli l’ospedale cittadino e anche l’ospedale nuovo, che ospita la facoltà di Medicina dell’Università di Milano-Bicocca, conserva il suo nome. La venerazione di Gerardo iniziò già pochi anni dopo la sua morte e fu confermata ufficialmente da San Carlo Borromeo nel 1583. L’iconografia tradizionale lo ritrae come un uomo anziano, con la barba, vestito di un saio e con un bastone dal quale, in riferimento ad uno dei miracoli compiuti, pende un rametto di ciliegie.

Considerato che il sei giugno è ormai alle porte e la pioggia di questi giorni mi ha costretto ad una raccolta di ciliegie più abbondante del previsto, ho deciso di dedicare la mattinata ad una bella produzione di confettura e di ciliegie sciroppate. Naturalmente, appena finito di invasare il tutto, il mio lui è rientrato a casa … con una bella borsa di ciliegie… o meglio, una borsa di Belle di Garbagna. E così, dato che con la confettura avevo invasato anche l’ultimo granello di fantasia, ho cominciato a curiosare qua e là fino a che ho trovato la ricetta di Dany che mi è sembrata davvero stuzzicante: la crostata sassone alla ciliegie.

E questa è la mia versione: la crostata sassone alla Bella di Garbagna

Ingredienti per la pasta frolla:

  • 500 gr di farina di farro bianca macinata a pietra;
  • 1 bustina di lievito;
  • 180 gr di burro;
  • 120 gr di zucchero;
  • scorza di limone non trattato grattugiata;
  • 2 uova; 
  • 2-3 cucchiai di latte;
  • sale.

Ingredienti per il ripieno:

  • 1,800 kg di ciliegie fresche denocciolate;
  • 60 gr di zucchero.

Ingredienti per il crumble:

  • 200 gr di farina di farro bianca macinata a pietra;
  • 100 gr di burro; 
  • 60 gr di zucchero.

Preparazione:

Mettere tutti gli ingredienti per la pasta frolla in una boulle e mescolarli bene. Impastare il tutto lavorando velocemente il composto.
Raccogliere l’impasto ottenuto a palla, avvolgerlo in un foglio di pellicola e porlo a riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Nel frattempo pulire le ciliegie togliendo il picciolo e lavarle bene. Asciugarle accuratamente, snocciolarle e tenerle a parte.

A questo punto, trascorso il tempo indicato, stendere l’impasto, trasferirlo in una tortiera apribile imburrata ed infarinata ( diametro 28 cm) e bucherellare con una forchetta.
Coprire la pasta frolla con un primo strato di ciliegie e cospargere con parte dello zucchero. Ripetere l’operazione fino ad esaurimento delle ciliegie.

Quindi, preparare il crumble mettendo in un contenitore farina, burro e zucchero. Lavorare gli ingredienti fino ad ottenere un impasto da sbriciolare sopra la frutta.

Infornare a 180° per circa 40 minuti (forno ventilato 160°). Fare raffreddare nella teglia, aprirne la cerniera e, a piacere, guarnire con qualche ciliegia.

A questo punto, non resta che lasciare il link dei produttori di questa gustosissima ciliegia… Produttori Bella di Garbagna …

… e la segnalazione delle ultime ricette arrivate per “Cucina l’arte e…”, tutte spedite da Maky di Zenzero e Cannella.


Verdure saltate saporite e leggere

Kanten al litchi

Caesar Salad vegetariana con uovo in camicia

Read Full Post »

Anche la colomba, come il panettone, per essere tale dovrebbe rispettare un disciplinare riguardante la preparazione e, soprattutto, gli ingredienti. La cosa, naturalmente, mi tocca fino ad un certo punto: non potendo utilizzare farina di frumento, infatti, mi preparo panettoni e colombe in casa, con farina bianca di farro macinata a pietra. Tutt’al più, gioco ad inventarmi qualche nome strano, che ne so, Farrottone o, per il Pandoro, Panfarro.
Ultimamente, però, la mia fantasia ha da fare altrove e poi, mi rifiuto di continuare la serie chiamandola “Farlomba” … piuttosto, la faccio bianca e nera e la chiamo “Gazza ladra” … in onore di colui che a colazione si frega sempre l’ultima fetta! 🙂
Per una volta, perciò, con buona pace dei disciplinari, Colomba sia!

Ingredienti per la colomba:

  • gr 500 di farina bianca di farro macinata a pietra;
  • gr 130 di zucchero semolato;
  • gr 125 di latte intero;
  • gr 5 di lievito di birra fresco;
  • gr 100 di tuorli d’uovo;
  • gr 135 di burro;
  • gr 120 acqua tiepida;
  • gr 5 di miele d’acacia;
  • gr 125 di scorze di arancia candite (oppure canditi misti);
  • una bacca di vaniglia;
  • gr 5 di sale fino.

Ingredienti per la ghiaccia:

  • 25/30 mandorle dolci sgusciate e spellate;
  • 75 gr di zucchero semolato;
  • albume q.b.

Ingrdienti per la decorazione:

  • mandorle sgusciate e spellate;
  • granella di zucchero (a piacere)

Procedimento

Primo giorno

Fare un poolish con 5 gr di lievito di birra, 125 gr di latte e 125 gr di farina bianca di farro.
Lasciare lievitare nella ciotola, coperto con un foglio di pellicola, per 8/12 ore.

Primo impasto

Stemperare il poolish con 95 gr di acqua tiepida (27°/28°), aggiungere 65 gr di zucchero e 25 gr di tuorli; iniziare ad amalgamare e, dopo qualche minuto, aggiungere 250 gr di farina.
Continuare a lavorare l’impasto fino a quando non risulterà bene asciutto e, a questo punto, aggiungere altri 25 gr di tuorli.
Lavorare finchè i tuorli d’uovo aggiunti non saranno completamente assorbiti e l’impasto si presenterà asciutto ed elastico (non si deve attaccare alla ciotola dell’impastatore).
Incorporare nell’impasto 70 gr di burro morbido e lasciare lievitare (dentro una ciotola sufficientemente capiente e coperto con un foglio di pellicola) fintanto che l’impasto non avrà triplicato il suo volume (circa 12 ore) .

Secondo impasto

Aggiungere al primo impasto 65 gr di zucchero, 5 gr di miele, 25 gr di acqua tiepida e 25 gr di tuorli. Iniziare ad impastare e, dopo qualche minuto, aggiungere 125 gr di farina.
Continuare a lavorare l’impasto fino a quando non risulta bene asciutto e, a questo punto, incorporare altri 25 gr di tuorli.
Lavorare finchè l”impasto risulta ben incordato. Aggiungere il sale, i semi della bacca di vaniglia, 65 gr di burro morbido. Continuare a lavorare l’impasto fintanto che tutti gli ingredienti non saranno ben amalgamati e, in ultimo, incorporare i canditi tagliati a piccoli cubetti (io aggiungo solo scorze di arancia candite frullate … non si vedono ma donano tutto il loro profumo all’impasto!).
Lasciare riposare l’impasto (nella ciotola dell’impastatore coperto con un foglio di pellicola) per circa 60 minuti, quindi, dividerlo in porzioni adeguate a seconda degli stampi che si intende usare.
Disporre l’impasto porzionato negli stampi e lasciare lievitare fino a quando non raggiunge il bordo ( circa 4/5 ore).

Preparazione della ghiaccia

Macinare le mandorle insieme con lo zucchero ed una parte degli albumi fino ad ottere una pasta fine.
Aggiungere ancora albumi fino a quando la ghiaccia risulterà di una consistenza tale da essere facilmente spalmata (attenzione non deve essere troppo liquida).

Una volta lievitate, spalmare sulle colombe la ghiaccia, decorare con le mandorle e la granella di zucchero (a piacere), quindi, infornare in forno statico e già caldo a 200°. Dopo 5 minuti, abbassare la temperatura a 180° e portare a cottura (per colombe formate in stampi da 750gr occorrono circa 45 minuti ).

Una volta sfornate lasciare raffreddare su di una gratella.

Read Full Post »

Il 3 febbraio è la festa di San Biagio. In questa occasione, è molto diffuso il rito della “benedizione della gola”, fatta poggiandovi due candele incrociate o attraverso l’unzione con olio benedetto ed invocando l’intercessione del Santo. Tale rito è collegato ad una tradizione secondo cui il vescovo Biagio avrebbe prodigiosamente liberato un bambino da una lisca conficcata nella sua gola.
A Milano, dove una delle statue che vegliano sulla città dalle guglie del Duomo è dedicata proprio al Santo, in passato, una fetta più o meno abbondante del panettone di Natale doveva essere riservata per la festa di San Biagio. Lo stesso si faceva a Genova con il pandolce. In Abruzzo, il dolce tradizionale di questa ricorrenza sono le ciambelle; nel mantovano, invece, è la torta di San Biagio di Cavriana.

Perchè sto a scrivere queste cose, oggi che è ancora il 23 gennaio? Perchè avevo voglia di fare una torta ma non mi veniva l’ispirazione giusta. Allora, sono andata a sbirciare nel vecchio quaderno di mia nonna Bice e, dopo la torta di mele, ho deciso di provare la torta che, ogni anno, la nonna preparava proprio per la ricorrenza di San Biagio. Un po’ in anticipo? Beh … la colpa è tutta della “gola”! 😉

Ingredienti (tra parentesi le mie varianti):

  • 250 gr di farina bianca (di farro); 
  • 100 gr di zucchero più quello che serve per spolverare la torta prima di infornarla;
  • una bustina di lievito per dolci.
  • 60 gr di burro;
  • 50 gr (100 gr) di uvetta sultanina;
  • 2 tuorli d’uovo;
  • mezzo bicchiere di acqua;
  • la scorza grattugiata di mezzo limone.

Preparazione

Circa due ore prima di preparare la torta mettere ad ammollare l’uvetta sultanina in acqua tiepida.
Montare molto bene i tuorli con lo zucchero ed il burro a pomata.
Aggiungere al composto mezzo bicchiere di acqua, la farina setacciata insieme al lievito ed un pizzico di sale. Mescolare fino a completo assorbimento della farina quindi aggiungere l’uvetta precedentemente ammollata, e la scorza del limone. Amalgamare bene tutti gli ingredienti.
Versare il composto in una tortiera del diametro di  24 cm, spolverare la superficie con lo zucchero ed infornare in forno (statico) già caldo a 180° per  40 minuti.

Read Full Post »

Il Pandolce genovese esiste in due versioni: quello alto e quello basso.
Ora, anche se alla versione bassa è spesso abbinato il termine “Antico”, sappiate che quello antico sul serio è l’altro, quello alto a lievitazione naturale. Sembra, infatti, che le sue origini siano persiane e che il suo arrivo a Genova debba farsi risalire al XIV secolo, periodo in cui, a Genova, era ben avviata l’importazione di frutta secca e spezie dalla Turchia. E quello basso, allora? 1893, anno più, anno meno: la diffusione delle bustine di lievito chimico nato dal lavoro di von Liebig e di Oetker, d’altronde, è proprio di quegli anni!
La differenza principale tra i due, oltre al metodo di lievitazione, è la consistenza. Il pandolce alto è più compatto, quasi morbido, da tagliare a fette; quello basso, invece, è friabile, un dolce da spezzare con le mani, che non ha alcuna simpatia per i coltelli. 🙂
In questo post vi propongo la ricetta che io uso per preparare il pandolce genovese basso. Nella mia tavola di Natale mancava proprio un dolce di questo tipo e, a gentile richiesta … 

Ingredienti

  • 500 gr di farina di farro bianca macinata a pietra,
  • 180 gr di zucchero,
  • 160 gr di burro,
  • 150 gr di uvetta,
  • 100 gr di pinoli,
  • 10 gr circa di semi di finocchio,
  • 100 ml di Marsala + q.b. per ammollare l’uvetta,
  • 20 ml di acqua di fiori d’arancio,
  • 1 uovo,
  • 1 bustina di lievito per dolci,
  • la scorza grattugiata di un limone,
  • sale q.b.

Preparazione

Mettete l’uvetta in una tazza con un po’ di Marsala e lasciatela ammollare per 2 – 3 ore.
In una ciotola, mettete la farina, lo zucchero, il lievito, la scorza di limone ed un pizzico di sale e mescolate bene.
Nel frattempo, fate sciogliere dolcemente il burro a bagnomaria (oppure nel microonde).
Scolate l’uvetta, asciugatela delicatamente con della carta da cucina e, sempre mescolando molto bene, aggiungetela al resto degli ingredienti insieme con i pinoli e i semi finocchio.
Ricavate un cratere al centro dell’amalgama e mettetevi l’uovo, i 100 ml di marsala, il burro fuso e l’acqua di fiori d’arancio. Mescolate il tutto con una spatola di legno, fino a che l’impasto non cominci a formarsi,  poi, proseguite sulla spianatoia infarinata. Lavorate l’impasto velocemente per un minuto o due, con le mani anch’esse infarinate, per amalgamare bene tutti gli ingredienti.
Date all’impasto una forma sferica e mettetelo su una teglia foderata con carta forno, appiattendolo fino ad un’altezza di 3 – 4 cm.; lasciatelo riposare per un’ora coperto da un telo.
Prima di infornare, con un coltellino incidete tre leggeri tagli sulla sommità del pandolce a formare così il caratteristico “triangolo” del pandolce genovese.

 

Infornate con forno già caldo a 180° e fate cuocere per 40/50 minuti.
Lasciate raffreddare il pandolce su una gratella e tagliatelo, o meglio, spezzatelo solo quando il pandolce si è raffreddato completamente, meglio se il giorno dopo.
Avvolto nella pellicola, si conserva anche 1-2 settimane.

Nota: La temperatura ed i tempi di cottura possono variare a seconda del forno… ciascuno conosce il suo… provate e poi decidete la temperatura ed i tempi ottimali. In ogni caso, per verificare la cottura del pandolce vale sempre la prova dello stecchino!

Read Full Post »

Non ancora tornata alla normale attività di cucina, dopo il farrottone che avevo preparato lo scorso Natale, continuo la serie dei miei dolci natalizi con il Pandoro … o, forse, visto che è sempre la farina di farro ad essere utilizzata, dovrei chiamarlo Panfarro? 🙂
Beh, in fondo, visto che io lo preparo per “Uso personale”, un nome vale l’altro … ciò che conta, poi, è il gusto! 😉

Ingredienti

  • 635 gr di farina bianca di farro macinata a pietra;
  • 260 gr di burro;
  • 250 gr di zucchero a velo;
  • 150 gr di acqua;
  • 150 gr di panna;
  • 7 uova 5 tuorli e due uova intere;
  • 80 gr di cioccolato bianco;
  • 16 gr di lievito di birra fresco;
  • 11 gr di sale;
  • 1 cucchiaino di miele d’acacia;
  • una stecca di vaniglia.

Preparazione

PRIMO GIORNO

Ore 20.00 preparare il poolish con 120 gr di acqua, 75 gr di farina, 6 gr di lievito ed i semi di mezza bacca di vaniglia.
Impastare brevemente il tutto, mettere in un contenitore ermetico e riporre in frigorifero a 5° per 12 ore.

SECONDO GIORNO

Togliere dal frigorifero il poolish e tenere a parte.
Con 80 gr di farina, 30 gr di acqua tiepida, 10 gr di lievito, il miele ed un tuorlo d’uovo, preparare una biga in questo modo:
sciogliere il lievito ed il miele nell’acqua tiepida, unire la farina ed infine il tuorlo. Coprire e lasciare lievitare fino al raddoppio.
Unire i due lieviti nella ciotola del Kenwood, aggiungere 150 gr di farina ed avviare a velocità 1 (usando la foglia); lentamente portare a velocità 2 ed incordare.
Rallentare a velocità 1 ed aggiungere un tuorlo seguito da 35 gr di zucchero ed incordare. Mettere un altro tuorlo seguito da altri 35 gr di zucchero ed incordare.
Montare il gancio e capovolgere una volta l’impasto nella ciotola, avviare e serrare l’incordatura.
A velocità 1,5 aggiungere 80 gr di burro morbido e lavorare fino a quando l’impasto non si presenta elastico ed uniforme.
Coprire con un foglio di pellicola e lasciare lievitare a 26° fino al raddoppio.

Preparare un’emulsione fatta con 100 gr di burro, 50 gr di panna, il cioccolato e i semi di mezza bacca di vaniglia ponendo gli ingredienti in un bagnomaria tiepido (tenere a parte).

A lievitazione avvenuta, aggiungere nella ciotola la panna rimanente, due albumi d’uovo (tenere a parte i due tuorli), 2/3 della rimanente farina, avviare il Kenwwood con la foglia ed incordare a velocità 2, capovolgendo di tanto in tanto l’impasto.
Rallentare la velocità di impasto ed inserire uno alla volta i tuorli. Con il primo tuorlo aggiungere anche il sale. Incordare ed inserire il secondo tuorlo con un po’ dello zucchero e continuare fino ad esaurimento degli ingedienti. Per ultimo incorporare il resto della farina.
Quando l’impasto è bene in corda, rallentare la velocità di impasto ed inserire (un cucchiaio alla volta) l’emulsione a 36°.
Montare il gancio ed aggiungere, a velocità 1,5, il burro rimanente appena morbido. Continuare a lavorare rovesciando l’impasto un paio di volte fino ad ottenere la consistenza ottimale. Alla fine l’impasto dovrà presentarsi perfettamente liscio, lucido e con una consistenza quasi gelatinosa. lasciare riposare l’impasto per circa 30 minuti, poi, aiutandosi con una spatola, ripiegare l’impasto su se stesso un paio di volte per aumentarne la consistenza ( ovvero diamo le pieghe). Dopo un riposo di circa 15 minuti dividere l’impasto (per uno stampo da 750 gr occorrono circa 950 gr di impasto), chiudere a palla e mettere le forme negli stampi imburrati tenendo la parte bombata rivolta verso il basso. Coprire con un foglio di pellicola e lasciare lievitare a circa 26° fino a che l’impasto non raggiunge il bordo dello stampo. Infornare con forno già caldo a 180°, trascorsi circa 8 minuti, ridurre la temperatua a 170° e portare a cottura (circa 30/35 minuti dipende dalla dimensione degli stampi, verificare con la prova stecchino 🙂 ). Prima di sformare il pandoro attendere il suo completo raffreddamento.

Il pandoro è stato poi decorato con forme create con cioccolato fondente fuso e panna montata.

 

 Dopo una prima aggressione che l’ha spogliato di tutte le decorazioni, il pandoro tagliato si presentava così!  😉 

 

Read Full Post »

Questo è il “panettone” che io preparo ogni anno per Natale …
La ricetta che mi ha passato qualche anno fa la mia amica Maria Angela è quella di Adriano.
Questa è la mia reinterpretazione della ricetta. Per l’impasto ho usato il mio fedele Kenwood
A dire il vero, per chiamarsi Panettone, il classico dolce di Natale milanese dovrebbe attenersi strettamente ad un preciso disciplinare e la farina di farro, certamente, non è contemplata tra gli ingredienti originali …
… per questo motivo, per festeggiare dolcemente il Natale 2010, vi propongo il mio Farrottone! 😉

N.B. Anche se quest’anno la neve è gia caduta (e qualcuno comincia già a guardare per aria per spiare l’arrivo di babbo Natale!), io non ho ancora cominciato i preparativi: queste sono foto che ho fatto lo scorso anno. Al blog ancora non pensavo minimamente e queste sono state scattate con l’intento di illustrare la ricetta per uso “personale” … prendetele così come sono …   🙂

Ingredienti

  • kg 1,125 di farina bianca di farro macinata a pietra;
  • 11 uova grandi (5 tuorli e 6 uova intere);
  • 360 gr di zucchero semolato;
  • 350 gr di burro;
  • 15 gr di sale;
  • 1 cucchiaio di miele d’acacia;
  • un cucchiaino abbondante di malto d’orzo;
  • 18 gr di lievito di birra fresco;
  • i semi di una bacca di vaniglia;
  • un limone (non trattato);
  • un’arancia (non trattata);
  • 400 gr di uvetta sultanina.

Preparazione

PRIMO GIORNO

Ore 8,00  preparare la biga con 200 gr di farina, 90 gr di acqua e 2 gr di lievito.

 In una boulle, impastare brevemente gli ingredienti, coprire con un foglio di pellicola e riporre in un ambiente con una temperatura di circa 18 gradi.

Ore 19,00 preparare un poolish aromatizzato con 100 gr di acqua, 50 gr di farina, 4 gr di lievito e la buccia di 1/4 di arancia. Chiudere in un contenitore ermetico e riporre in frigorifero ad una temperatura di circa 5°.

SECONDO GIORNO

Ore 7,00 preparazione del primo impasto

Togliere dal frigorifero il poolish e lasciarlo a temperatura ambiente per circa 40 minuti ( la temperatura ideale sarebbe 30° … ma, non avendo una camera di lievitazione, mi accontento di portare la temperatura di casa a circa 25/26 ° 🙂 ).
Mettere il poolish nell’impastatore ed aggiungere un tuorlo, incorporare (velocità  1) e quindi aggiungere 10 gr di zucchero e 100 gr di farina. Impastare fino a completo assorbimento della farina, quindi, coprire con un foglio di pellicola e lasciare lievitare fino al raddoppio del volume (1 ora o più, dipende dalla temperatura ambiente).
Mettere l’uvetta sultanina in una ciotola con una miscela di acqua tiepida e rum e lasciare rinvenire.

Secondo impasto

Unire al primo impasto la biga. Attenzione: i due impasti avendo consistenze diverse e tendono a non amalgamarsi bene; procedere  aiutandosi eventualmente anche con una spatola. Incorporare un uovo intero e, dopo, aggiungere 20 gr di zucchero e 50 gr di farina. Continuare ad impastare (velocità 1,5) fino a che prende corda. Coprire e lasciare riposare al caldo per circa 60 minuti.
Trascorsi 30 minuti dalla preparazione del secondo impasto, preparare in una ciotola a parte il terzo lievito con 30 gr di acqua tiepida, 25 gr di farina, 12 gr di lievito. Coprire con un foglio di pellicola e lasciare riposare al caldo per 30 minuti.

Terzo impasto

Unire il terzo lievito al secondo impasto, aggiungendo il malto, un tuorlo ed un uovo intero. A completo assorbimento, unire 30 gr di zucchero, il miele e 150 gr di farina. Continuare ad impastare per almeno 5/6 minuti. Trascorso questo tempo, se l’impasto non “pulisce” bene la ciotola, fermare la macchina e capovolgerlo un paio di volte (questa opoerazione ne aumenta la consistenza). Coprire con un foglio di pellicola e riporre al caldo fino al raddoppio.

Quarto impasto

Incorporare al terzo impasto 3 tuorli, 150 gr di zucchero, i semi della bacca di vaniglia.
Aggiungere 100 gr di farina e lasciare incordare.
Incorporare 4 uova intere e 150 gr di zucchero (polverizzato nel mixer o nel macinacaffè insieme con la scorza del limone ed il resto della scorza di arancia), 300 gr di farina ed il sale.
La lavorazione deve essere fatta così: aggiungere un uovo alla volta; quando questo è assorbito e l’impasto fa un effetto tipo chewingum, aggiungere il sale, un po’ della farina ed un po’ dello zucchero aromatizzato ed incordare; poi, incorporare un altro uovo, aggiungere ancorara un po’ di farina, un po’ di zucchero ed incordare. Continuare così fino ad esaurimento degli ingredienti. Continuare ad impastare (velocità 1,5) fino a quando l’impasto pulisce la ciotola. Unire il burro morbido e, quando è ben incorporato all’impasto, aggiungere gradualmente altri 150 gr di farina.
Impastare e capovolgere almeno 2 o 3 volte, fino a quando l’impasto tende a staccarsi dalla ciotola. A questo punto, unire l’uvetta fatta precedentemente rinvenire, infarinandola leggermente.
Mettere l’impasto in una ciotola sufficientemente capiente, coprire con un foglio di pellicola (facendolo aderire alla ciotola molto bene) e riporre in frigorifero a 5° fino al giorno dopo.

TERZO GIORNO

In tarda mattinata, togliere l’impasto dal frigorifero e lasciare a temperatura ambiente per circa 60 minuti.
Pesare l’impasto e suddividerlo in diverse porzioni  (per ottenere un farrottone da 1 kg, mettere nel pirottino circa 12oo gr di impasto) a seconda del formato finale che volete ottenere.
Con le mani unte di burro, lavorare l’impasto formando delle sfere chiuse sotto e mettere nei pirottini. Coprire con pellicola e lasciare lievitare fino a quando l’impasto non raggiunge il bordo del pirottino.
Scoprire, lasciare all’aria per circa 30 minuti, dopodichè imburrare il filo di una lametta ed incidere sulla sommità del farrottone una croce, facendo attenzione a non affondare troppo la lama.
Mettere al centro una noce di burro ed infornare con forno già caldo a 200° per 15 minuti. Abbassare la temperatura del forno a 160° e lasciare ancora cuocere per altri 35 minuti. Trascorso questo tempo fare la prova “stecchino” per verificare la corretta cottura.

Una volta tolti dal forno, come i panettoni, anche i farrottoni devono raffreddare appesi e capovolti.

Conservati in buste chiuse durano circa 15 giorni … ma cosa ve lo dico a fare, tanto, li mangerete prima! 😉

 

Read Full Post »

Ingredienti per la pasta

  • 180 gr di farina bianca di farro;
  • 70 gr di burro;
  • un uovo;
  • un pizzico di sale.

Ingredienti per il ripieno

  • 800 gr di mele renette;
  • 50 gr di pinoli;
  • 50 gr di uvetta sultanina;
  • 40 gr di zucchero;
  • rum q.b.
  • due fette di pane in cassetta (io ho usato pane fatto in casa);
  • confettura di fichi alla cannella (io ho usato questa);
  • un cucchiaino di cannella in polvere.

Ingredienti per la finitura

  • 1 uovo;
  • semi di papavero.

Preparazione

In una ciotola, impastare la farina unendo un pizzico di sale, l’uovo leggermente sbattuto, il burro fuso e 4 cucchiai di acqua.
Una volta ottenuto un impasto uniforme, trasferirlo sulla spianatoia e contimuare a lavorarlo energicamente fino a quando non sarà diventato liscio ed elastico.
Raccogliere l’impasto a palla e farlo riposare per circa 1 ora, coprendolo con una boulle calda.
Nel frattempo, fare rinvenire l’uvetta nel rum, sbucciare e tagliare a tocchetti le mele, sbriciolare la mollica del pane in cassetta.
Con il mattarello stendere la pasta tirandola il più possibile e dandogli una forma rettangolare. Passare le mani sotto alla sfoglia con il dorso rivolto verso l’alto e, curvandole leggermente, tirare ancora la pasta fino a quando sarà quasi trasparente.
Distribuire sulla sfoglia un velo di confettura, spargere le briciole di mollica, i tocchetti di mela, i pinoli e l’uvetta ben strizzata.
Spolverare con lo zucchero mischiato alla cannella in polvere.

Ripiegare i bordi verso l’interno, arrotolare il tutto e trasferire lo strudel così ottenuto in una teglia rivestita con carta forno.
Spennellare la superficie con l’uovo sbattuto e decorare a piacere con i semi di papavero.
Cuocere in  forno già caldo a 180° per circa 45 minuti.
Possibilmente, servire tiepido.

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: