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Posts Tagged ‘risotto’

Ingredienti:

  • 200 gr. di riso Vialone nano;
  • 150 gr. di radicchio tardivo già mondato;
  • un piccolo porro;
  • una noce di burro;
  • brodo vegetale q.b.;
  • vino bianco;
  • sale.

Preparazione:

In una padella, sciogliere la noce di burro e stufare il porro tagliato  finemente.
Aggiungere il riso e lasciare tostare per qualche minuto. Sfumare con il vino bianco secco (io ho usato un Riesling dell’Oltrepo’ Pavese).
Aggiungere poco a poco il brodo caldo e, a 2/3 della cottura, aggiungere anche il radicchio tagliato a tocchetti.  Salare e portare il riso a cottura.
A piacere, decorare il piatto con foglie di radicchio e servire.

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Nonostante tutto sono riuscita a sottrarre alla sua “attenzione” un po’ del Montebore acquistato sabato…
…e giusto ieri ho ricevuto una bella confezione di birra Enkir…
L’idea mi è venuta così, all’improvviso: un attacco fulminante di “sperimentite”. Il risultato è questo risottino a cui le fotografie non rendono troppa giustizia.
La mia metà dice che il tag più adatto sarebbe: – Quando i mariti fanno “Ooh!” – 😀

Ingredienti (per tre porzioni)

  • 200 gr di riso vialone nano; 
  • brodo vegetale (oppure un brodo leggero di carne);
  • 80 gr di Montebore (di 40 giorni);
  • una cipolla bianca piccola ;
  • mezzo bicchiere di birra Enkir;
  • una noce di burro;
  • sale.

 Preparazione

Affettare sottilmente la cipolla, metterla in un tegame con il burro e farla appassire a fuoco basso.
Appena la cipolla diventa trasparente, aggiungere il riso e farlo tostare. Sfumare con la birra e portare a cottura, aggiungendo poco a poco il brodo caldo.
Aggiustare di sale e, fuori dal fuoco, mantecare con il Montebore.
A piacere decorare con fette sottili dello stesso formaggio.

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… ossia, Risotto con germogli di luppolo selvatico …
Prima di passare alla ricetta del risotto che ha allietato il nostro pranzo, due appunti sulla raccolta.
Non c’è una misura esatta per raccogliere il germoglio: partendo dell’estremità apicale, c’è un punto in cui il fusto non tende più a piegarsi ma si spezza con facilità. Quello è il punto giusto, a volte a 5 cm., a volte a 10 …
Inoltre, a differenza di altri generi di germogli, i vartis più gustosi sono quelli  più grossi.

Ingredienti – dosi per 4 persone.
• 350 gr di riso
• 350 gr di vartis (germogli di luppolo selvatico)
• brodo vegetale q.b.
• mezzo bicchiere di vino bianco secco
• 3 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
• 1 cipolla di media grandezza
• burro
• sale q.b.

Preparazione
Lavare e mondare molto bene i germogli di luppolo, spezzarli grossolanamente della lunghezza di circa 3/4 cm. e conservare le cime a parte.
In una padella, fare sciogliere il burro, aggiungere una cipolla tagliata in quattro quarti e farla rosolare. Aggiungere quindi il riso e farlo tostare.
Sfumare con il vino bianco, togliere i pezzi di cipolla ed aggiungere al riso tutti “vartis” escluse le cime .
Continuare la cottura aggiungendo poco alla volta il brodo caldo; a circa metà cottura unire le cime dei vartis tenute a parte.
A cottura ultimata e fuori dal fuoco mantecare con una noce di burro ed il parmigiano.
Lasciare riposare qualche istante e servire .
Molte ricette prevedono di scottare i vartis in acqua salata per alcuni minuti prima di utilizzarle per le varie preparazioni: io, in genere, le utilizzo a crudo.

Ovviamente, se la raccolta dovesse essere stata abbondante, i germogli di luppolo selvatico sono ottimi anche semplicemente saltati in padella, con burro ed un paio di spicchi d’aglio, oppure per preparare gustose frittate … ma mica me li posso mangiare tutti oggi! 😉

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E’ la stagione della viole e delle primule, della borraggine e del tarassaco, delle spugnole, degli asparagi e del luppolo selvatico.
La campagna si risveglia e anche la cucina ritrova sapori e aromi freschi e stuzzicanti… e allora, cosa c’è di meglio di un bel giro lungo le sponde dello Scrivia, giusto a poche centinaia di metri da casa, per raccogliere germogli ed insalatine fresche.
I germogli di luppolo selvatico, a seconda delle regioni, chiamati “luvertin”, “vartis” o “bruscandoli”, possono ad esempio diventare i gustosi protagonisti di risotti, frittate, salse, frittelle salate.

Dove trovarli è presto detto: siepi, incolti, sponde di fiumi e torrenti, bordi dei fossi … con una sola avvertenza … non tutte le Regioni consentono la raccolta libera di erbe, fiori e funghi, anche se apparentemente comuni.

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