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Posts Tagged ‘ricetta gemellata’

E la stagione comincia … No, non intendo l’estate ma la stagione in cui, normalmente, mi ritrovo con due assatanati da funghi che passano il tempo sempre con un orecchio dritto come l’antenna di un radar, per cogliere ogni minima notizia: marito e papà … Oddio, per il primo, a dire il vero, la stagione non finisce praticamente mai: ci sono giusto degli spazi di tempo in cui neve e ghiaccio impediscono la crescita a qualsiasi cosa assomigli ad un fungo commestibile… per il resto è “caccia” aperta

Naturalmente, la stagione vera e propria è quella dei porcini! Però, non è detto che non si possa aprire anche con un bel cestino di finferli, altrimenti detti giallarelle, gallinacci, galletti, ecc. ecc.

Quest’anno, appunto, è cominciata così. E visto che Daniele in questi giorni è preso da mille cose, ad aprire le danze è stato papà Giovanni!

Il caso ha poi voluto che la mia vicina mi avesse appena fornito di una ricotta di pecora appena uscita dalle mani di un vecchio pastore saggio, quindi …

Ingredienti (per due persone)

  • 160 gr di spaghetti di Kamut;
  • 150 gr di finferli già puliti;
  • 1 uovo;
  • due cucchiai di ricotta di pecora;
  • una noce di burro;
  • sale;
  • pepe.

Preparazione

Mentre la pasta cuoce, in una padella fondere il burro. Unire i finferli tagliati in piccoli pezzi, salare e pepare.
Lasciare sul fuoco fino a quando non si sarà consumata tutta l’acqua prodotta dai funghi durante la cottura.

In un piatto, sbattere brevemente l’uovo ed aggiungere la ricotta passata al setaccio ed un pizzico di sale.
Scolare la pasta al dente, unire i finferli ed il composto di uovo e ricotta e fare saltare in padella qualche minuto, quindi, servire.


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Ieri sera, stavo mettendo in ordine un ripiano della libreria che ho nell’entrata quando mi è capitato tra le mani un libro che non ricordavo di aver visto. Copertina bianca una po’ consumata, un’immagine che ricorda uno stupa nepalese e, a confermare,  il titolo: “Flash. Katmandu il grande viaggio” di Charles Duchaussois.
“Questo è tuo?”, chiedo a Daniele.
“Si, però non dovrebbe essere lì; mi sembrava di averlo messo di seguito a quelli di Kerouac e Ferlinghetti.” 🙂
Stando seduto al tavolo, mio marito perde gli occhiali almeno tre volte in un’ora … in compenso, è capace di entrare in casa e di accorgersi se I viaggi di Ibn Battuta non sono più di fianco al Milione in un tempo da record …
Mi sono messa a sfogliare il libro e, leggiucchiando qua e là, ho trovato la descrizione di una bevanda indiana, oggi piuttosto conosciuta: il lassi.
Ovviamente, visto l’argomento del libro, la versione descritta era quella del Bhang Lassi, che ha tra i suoi ingredienti una discreta base di cannabis …
… non essendo una sostenitrice del “No Maria, No Party!” non ho prestato attenzione più di tanto alla cosa ma poi … no, tranquilli, non mi sono strafatta di yoghurt cantando “I shot the sheriff” … molto più semplicemente mi è venuta in mente Terry! 🙂
Terry aveva già postato in passato qualcosa sul lassi … controllino … ed infatti eccolo: kesar lassi!
Qualche ricerca su internet … un sacco di notizie e ricette: speziato, alla frutta, dolce, salato … differenze tra ayran turco, kumis, lassi …
Questa cosina ha qualche mucchietto di secoli di storia, come te lo inventi qualcosa di nuovo?
E a questo punto mi viene in mente Libera … e il suo sciroppo di sambuco con variante al cardamomo.
Ecco, appunto … e se poi qualcuno ci ha già provato? Chissenefrega, io non lo so e posso sperimentare in beata ignoranza … altrimenti, ho inventato un lassi 😀

Ingredienti

  • Yoghurt intero 250 gr;
  • Acqua ghiacciata 100 gr;
  • Sciroppo di fiori di sambuco 60 gr;
  • Cardamomo;
  • Sale

Preparazione

In una brocca riunire lo yoghurt, l’acqua, lo sciroppo di fiori di sambuco precedentemente aromatizzato con semi di cardamomo pestati ed un pizzico di sale. Frullare il tutto per alcuni minuti e servire subito. 

Vero è che il lassi andrebbe sbattuto con un apposito attrezzo in legno… anche così, però, il primo esperimento è risultato fresco, dissetante e godurioso … insomma, a me è piaciuto!

P.S. Certo, presentato con un “ombrellino” di fiori di sambuco a decorare avrebbe fatto un’altra figura ma mica potevo andare in giro con una pila, di notte, a cercar fiori … 😉

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La settimana scorsa mi avevano regalato un po’ di trote e, in seguito a forti pressioni da parte del mio degustatore ufficiale, avevo deciso di preparare un bel carpione.

Con una bella insalatina di supporto e un po’ di frutta a chiudere, questa sera mi ha risolto il problema di una fresca cena pre-estiva.

Questa è la ricetta base del carpione che da sempre usiamo in famiglia per diversi tipi di pesci d’acqua dolce: apparentemente, può sembrare più adatta a pesci meno delicati della trota ma, conoscendo il sapore e la “forza” del vino e dell’aceto utilizzati e bilanciandoli adeguatamente, il risultato è secondo me molto piacevole … soprattutto se non si eccede con i tempi di conservazione 🙂

Ingredienti

  • Trote (circa 300 gr l’una );
  • vino rosso;
  • aceto di vino rosso;
  • farina bianca di farro;
  • olio evo;
  • aglio;
  • salvia;
  • sale.

Preparazione

Eviscerare e lavare le trote, asciugarle molto bene, salarle all’interno e tagliarle in tranci.
Passare i tranci nella farina, scuoterli bene per eliminarne l’eccesso e friggerli in olio evo.

Una volta fritti, salare i tranci di trota, sistemarli in un vaso di vetro a chiusura ermetica e metterli da parte senza richiudere il vaso.
Nella stessa padella dove sono stati fritti i pesci, lasciando un po’ dell’olio di frittura, versare il vino e l’aceto (solitamente, li uso in proporzione di uno a uno, ma questo dipende dai gusti ). Aggiungere qualche foglia di salvia ed un paio di spicchi di aglio, portare ad ebollizione e lasciare sul fuoco per circa 5 minuti.
Riprendere il vaso dove sono messi i tranci di trota fritti e coprirli con la marinata tiepida, avendo cura di filtrarla. Aggiungere nel vaso anche le foglie di salvia e gli spicchi di aglio raccolti dal filtro. Lasciare raffreddare e chiudere.
Il carpione, prima di essere servito, dovrà rimanere in infusione in luogo fresco (non in frigorifero) per almeno quattro giorni.

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…Nel tentativo di catturare un po’ del profumo che in questi giorni riempie la mia casa.

Ingredienti per un barattolino di “profumo”

  • 200 gr di petali di fiori d’acacia;
  • 180 gr di zucchero;
  • 200 gr di acqua;
  • mezza mela;
  • la metà di un piccolo limone.

Preparazione

Lavare e lasciare asciugare molto bene i grappoli dei fiori d’acacia.
Con la pazienza di un certosino, staccare i petali e raccoglierli in una ciotola.

Dopo aver privato della buccia e del torsolo la mezza mela, tagliarla a piccoli pezzi e metterla in una pentola con 200 gr di acqua ed il succo del limone.
Portare a cottura e, quindi, con un frullatore ad immersione, ridurre la mela a purea.
Unire lo zucchero e lasciare sul fuoco fino a quando il comoposto si sarà parzialmente ridotto ed inizierà a caramellare.

Solo ora unire i petali dei fiori e, mescolando, cuocere per circa 5/6 minuti.
Con il frullatore ad immersione, frullare ancora il tutto.
Continuare la cottura della marmellata fino ad ottenere la giusta densità.
Invasare in un un contenitore di vetro con tappo ermetico e sterilizzare per circa 20 minuti.

Nota:  solitamente, una volta ben chiusi, per creare il sottovuoto metto i vasi capovolti, copro bene e li lascio raffreddare.

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Mattina: Piove… E questa dovrebbe essere la primavera? Quella stagione piena di verde, di azzurro e dei mille colori dei fiori? Qui è solo grigio! Si, vabbè, campi e prati sono verdi ma è un verde triste e bagnato… il campo di grano di fronte a casa, più che un tappeto brillante, sembra un grosso pulcino bagnato e sbattuto dal vento… e del colore sbagliato, per giunta.
Mica posso rifare un’altra crostata di frutta per rincuorarmi un po’…
… avevo lavato tutti i vetri delle finestre… sembra lo faccia apposta a piovere di traverso in questo modo…
Pomeriggio: non è mica cambiato niente, continua a piovere…
Sera: idem come sopra… adesso, te li dò io i colori della primavera… aspetta che guardo cosa c’è nel frigo e nella dispensa …

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ore 00:47 Piove molto meno e, adesso, ho un tavolo pieno di colori!

… però gli occhi mi si chiudono… ingredienti e preparazione …domani … Buona Notte …

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Dosi per 6 persone

Ingredienti per la pasta all’uovo

  • 200 gr di farina di Kamut macinata a pietra;
  • 2 uova;
  • Sale q.b.

Ingredienti per la pasta all’uovo agli spinaci

  • 200 gr di farina di Kamut macinata a pietra;
  • 100 gr di spinaci crudi;
  • 1 uovo;
  • Sale q.b.

N.B.  KAMUT® é un marchio registrato di Kamut International, Ltd.

Ingredienti per la farcia

  • 250 gr di ricotta vaccina;
  • 200 gr di germogli di papavero (già scottati);
  • 100 gr di  germogli di luppolo selvatico (già scottati);
  • 50 gr di parmigiano reggiano;
  • 1 uovo intero;
  • Sale;
  • Pepe;
  • Noce moscata.

Ingredienti per il condimento

  • 200 ml  di panna da cucina;
  • 100 gr di parmigiano grattugiato;
  • 20 gr di burro:

Procedimento:

Preparare i due impasti con gli ingredienti indicati e lasciarli riposare coperti per almeno mezz’ora.
Il procedimento per preparare la pasta verde è quello descritto nella ricetta delle “Tagliatelle di Kamut bicolori con mandorle” e la regola generale è sempre quella di aggiungere all’impasto un po’ di acqua tiepida oppure un po’ di farina nel caso sia necessario regolarne la consistenza.

Per la farcia
Mondare e lavare i germogli di papavero e di  luppolo.
In due pentole separate con acqua già in ebollizione e salata, cuocere le erbe.
Una volta cotte, scolarle e strizzarle molto bene quindi, con l’aiuto di un mixer, frullarle.
Passare al setaccio la ricotta, raccoglierla in una ciotola e, quindi, unire le erbe frullate.
Aggiustare di sale e pepe ed insaporire il composto con una grattatina  di noce moscata.
Incorporare l’uovo leggermente sbattuto ed il parmigiano reggiano.
Mescolare con cura per amalgamare bene tutti gli ingredienti.

Stendere la pasta all’uovo e distribuirvi il ripieno a mucchietti; chiudere con la pasta all’uovo agli spinaci e, con un coppapasta, formare le margherite.

Per la fonduta di parmigiano
In un tegame, unire la panna ed il parmigiano grattugiato, mescolare con una frusta fino ad ottenere un composto omogeneo. A questo punto, porre il tegame sul fuoco, aggiungere il burro e mescolare di continuo fino a quando il parmigiano si sarà sciolto.

Cuocere le margherite in abbondante acqua salata , scolarle e servirle subito condite con la fonduta di parmigiano.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Valentina “Io Kamut … e tu?”

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Beh… in un blog di ricette, qualcosa per il fine pasto ci voleva, no? 


 

Ingredienti

  • 200 gr di liquirizia in polvere;
  • 1,5 l di acqua minerale naturale;
  • 1,2 kg di zucchero raffinato;
  • 1 l di alcool a 95°.

Preparazione
In una pentola con una capienza di 5l scaldare l’acqua portandola quasi ad ebollizione.
Unire lo zucchero e, successivamente, la liquirizia facendola cadere a pioggia un poco alla volta. Sciogliere i due ingredienti continuando a mescolare.
Togliere dal fuoco e fare raffreddare lo sciroppo fino a temperatura ambiente continuando a mescolare.
Unire l’alcool, mescolare molto bene ed imbottigliare.
Una volta imbottigliato, di tanto in tanto, muovere le bottiglie per evitare la formazione di grumi.
Consumare dopo 1 o 2 mesi dalla preparazione.
Nota: le quantità degli ingredienti possono essere variate a seconda dei gusti … io l’ho preparato così!

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