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Posts Tagged ‘cardamomo’

Non vi capita mai che un’idea, un post, il dettaglio di un paesaggio o di una situazione vissuta vi si annidino nel cervello e comincino a cercare altre idee disperse, ad aggregarsi l’una con le altre, a coagulare e a tornare a galla, sempre più spesso? A me, di tanto in tanto succede e, quasi sempre, per “guarire” mi tocca cucinare o scrivere qualcosa. Qualche giorno fa, ad esempio, mi sono rimasti in mente un paio di ragionamenti ascoltati al ristorante riguardo la carta dei vini: ha subito fatto causa comune con quanto letto sul sito Indo Civet Coffee a proposito del Kopi Luwak e del suo costo, si è ben nutrito dei nuovi post di Elena sull’espresso, ha metabolizzato un vecchio post di Dario Bressanini sul molecolare e la schiuma di caffè, si è accostato alla torta mousse cioccolato-caffè di Libera … e adesso, se non lo fermo, ho paura che vada a scontrarsi con qualcos’altro e …

Dunque, partiamo dall’inizio: collina, cena di lavoro, un locale molto vecchio ma tenuto alla perfezione, un ambiente caldo, confortevole, curato nei dettagli, un menù di buona qualità, in equilibrio tra novità e tradizione. La Carta dei vini, in sintesi, propone bollicine (Spumanti metodo Martinotti-Charmat, metodo Classico, Franciacorta e Champagne), vini bianchi, rosati, rossi, da dessert, aromatizzati, passiti, liquorosi … sì, anche il barolo chinato … A seguire, una pagina è dedicata alle birre (un’ottima selezione di Saison, Weizen, Pils, Barley wine), una ai distillati (un inno alla grappa!), una alle acque (naturali, gassate, aromatizzate, …) e, per completare, anche alcune proposte dedicate al tè.

In fondo, per ultimo, solo soletto, l’espresso … :-O

Ma … come …?

Insomma, ho avuto uno schock da presa di coscenza improvvisa! Tante parole sul caffè … e poi? … poi ti ritrovi in un ristorante di un certo livello, dove ti offrono sale … rosa dell’Himalaya, olio extra vergine da olive taggiasche … Riviera Ligure DOP, aceto … di mele della Valtellina, pane di … Khorassan Kamut ® con noci di Sorrento… e, di colpo, ti rendi conto che bevi 3-4 caffè al giorno senza sapere esattamente cosa stai bevendo … se è cattivo … sarà colpa del barista!

Allora, mi è venuto in mente che mi piacerebbe una Carta con una pagina dove scegliere la mia tazzina di caffè!  Ve li immaginate i discorsi?
“Un caffè, per favore!”
“Un Bourbon va bene?”
“Si, Galapagos, per favore.”

Scherzi a parte, non è una stranezza che in un paese come l’Italia, dove il caffè è considerato una bevanda nazionale, specie, tipi, varietà, miscele siano quasi sconosciute. Secondo voi, quanti escono da un Autogrill sapendo che caffè hanno bevuto? Sarebbe davvero così male conoscere un po’ meglio i nostri gusti anche riguardo il caffè? Forse ci sarebbe qualche “erogatore automatico” in meno e, magari, qualche posto così in più.

Nell’attesa mi consolerò, mettendo la mia mokina sul fuoco e regalando un po’ di crema al mio caffè… una sciocchezza con cui giocare a viziarsi, cambiando di tanto in tanto aroma. 

Ingredienti

  • Zucchero (meglio se fine);
  • Caffè.

Preparazione

In una tazza di medie dimensioni, mettere lo zucchero regolando la quantità secondo le necessità (due cucchiaini circa per persona). Appena sale il primo caffè (solo il primo!), versarlo nella tazza e mescolare velocemente con un cucchiaino, regolando eventualmente la quantità di zucchero per ottenere la giusta cremosita’. Una volta ottenuta una crema dal colore marroncino, sarà possibile usarla per dolcificare il caffè… e non solo!

La crema, eventualmente, può essere aromatizzata con un cucchiaino di brandy, una punta di cacao, usando del caffè al cardamomo e … chi più ne ha più ne metta! Per una merenda lampo con qualche biscottino secco, ad esempio, alla crema ottenuta sulla base di 6 cucchiaini di zucchero si possono aggiungere 4-5 cucchiaini di kefir, mescolando fino ad amalgamare bene il tutto…

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Ecco… è successo che …
Insomma, da quando ho aperto Il Luppolo Selvatico, lui è cambiato!
Si, d’accordo, sono solo piccoli dettagli, però, innegabilmente, è cambiato!
Prima si alzava al mattino e a colazione era la solita tazza di tè con solo un po’ di zucchero di canna, pane e marmellata oppure qualche biscotto o una fetta di torta…
Solo quando era di fretta, a causa del solito conflitto a fuoco con la sveglia, preferiva una mokina di caffè al volo.
Poi, pian piano, ha cominciato cambiare: nel tè, ad esempio, niente zucchero di canna ma solo sciroppo di fiori di sambuco aromatizzato al cardamomo … (chi gli avrà messo nella testa certi vizi???)
Negli ultimi giorni, però, il cambiamento è stato ancora più evidente: anche il tè è rimasto in dispensa, di caffè neanche a parlarne; la riserva di sciroppo, invece, ha continuato a calare vistosamente … non arriverà mai a Natale!
Finalmente, questa mattina, ho scoperto cosa succede nella mia cucina al mattino presto: lui, a colazione, beve … DICO, per colazione, si fa un cicchetto!

Roba da lasciarlo tre giorni senza cena, e soprattutto senza scarponi da funghi, per punizione … però, visto che comunque un minimo di professionalità bisogna sempre mantenerlo … non ho potuto fare altro che chiedere …

… gli Ingredienti… 😀

  • Sciroppo di fiori di sambuco Libera style, aromatizzato al cardamomo;
  • Quattro cucchiaini di Kefir (original Oxana’s only);  
  • Un seme di cardamomo.

… e quindi … la Preparazione

In un bicchierino da cicchetto, sapete, quello classico da “one shot” cioè da “giù tutto in una volta”, versare due dita abbondanti di sciroppo di fiori di sambuco.
Deporre sulla superficie dello sciroppo quattro cucchiaini di kefir, di quello bello denso, a cui avete tolto il siero.
Schiacciare un seme di cardamomo e posarlo sopra il kefir.
Lasciare che il profumo del cardamomo faccia il suo lavoro (lui dice che è giusto il tempo di rasarsi … ???).
Togliere il seme di cardamomo, fare un bel sospiro per far capire che siete ben coscienti di essere viziati e bere in due lente sorsate, lasciando che il palato si goda il tutto!

Non so cosa avreste fatto voi … io, solo per non condannare ingiustamente un innocente, l’ho assaggiato! 🙂

Mica male ‘sta trovata ! 😉

Libera, Oxana: grazie ancora … adesso, però, alla creatura tocca trovargli un nome! 😀

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Ieri sera, stavo mettendo in ordine un ripiano della libreria che ho nell’entrata quando mi è capitato tra le mani un libro che non ricordavo di aver visto. Copertina bianca una po’ consumata, un’immagine che ricorda uno stupa nepalese e, a confermare,  il titolo: “Flash. Katmandu il grande viaggio” di Charles Duchaussois.
“Questo è tuo?”, chiedo a Daniele.
“Si, però non dovrebbe essere lì; mi sembrava di averlo messo di seguito a quelli di Kerouac e Ferlinghetti.” 🙂
Stando seduto al tavolo, mio marito perde gli occhiali almeno tre volte in un’ora … in compenso, è capace di entrare in casa e di accorgersi se I viaggi di Ibn Battuta non sono più di fianco al Milione in un tempo da record …
Mi sono messa a sfogliare il libro e, leggiucchiando qua e là, ho trovato la descrizione di una bevanda indiana, oggi piuttosto conosciuta: il lassi.
Ovviamente, visto l’argomento del libro, la versione descritta era quella del Bhang Lassi, che ha tra i suoi ingredienti una discreta base di cannabis …
… non essendo una sostenitrice del “No Maria, No Party!” non ho prestato attenzione più di tanto alla cosa ma poi … no, tranquilli, non mi sono strafatta di yoghurt cantando “I shot the sheriff” … molto più semplicemente mi è venuta in mente Terry! 🙂
Terry aveva già postato in passato qualcosa sul lassi … controllino … ed infatti eccolo: kesar lassi!
Qualche ricerca su internet … un sacco di notizie e ricette: speziato, alla frutta, dolce, salato … differenze tra ayran turco, kumis, lassi …
Questa cosina ha qualche mucchietto di secoli di storia, come te lo inventi qualcosa di nuovo?
E a questo punto mi viene in mente Libera … e il suo sciroppo di sambuco con variante al cardamomo.
Ecco, appunto … e se poi qualcuno ci ha già provato? Chissenefrega, io non lo so e posso sperimentare in beata ignoranza … altrimenti, ho inventato un lassi 😀

Ingredienti

  • Yoghurt intero 250 gr;
  • Acqua ghiacciata 100 gr;
  • Sciroppo di fiori di sambuco 60 gr;
  • Cardamomo;
  • Sale

Preparazione

In una brocca riunire lo yoghurt, l’acqua, lo sciroppo di fiori di sambuco precedentemente aromatizzato con semi di cardamomo pestati ed un pizzico di sale. Frullare il tutto per alcuni minuti e servire subito. 

Vero è che il lassi andrebbe sbattuto con un apposito attrezzo in legno… anche così, però, il primo esperimento è risultato fresco, dissetante e godurioso … insomma, a me è piaciuto!

P.S. Certo, presentato con un “ombrellino” di fiori di sambuco a decorare avrebbe fatto un’altra figura ma mica potevo andare in giro con una pila, di notte, a cercar fiori … 😉

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