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Posts Tagged ‘farina di farro’

Torta di asparagi, luppolo e asparagi selvatici

Ingredienti (per una tortiera con diametro di 19 cm)

  • Pasta Brisée 150 gr;
  • Asparagi coltivati 400 gr;
  • Asparagi selvatici 200 gr;
  • Luppolo selvatico 200 gr;
  • Parmiggiano Reggiano 100 gr;
  • Uvetta sultanina 80 gr;
  • Menta un paio di foglie;
  • Maggiorana qualche rametto;
  • Un poco di Prezzemolo;
  • Sale ;
  • Pepe;
  • Noce moscata.

Preparazione della pasta brisée (la ricetta base che uso io)

Ingredienti

  • 500 gr di farina bianca di farro macinata a pietra;
  • 250 gr di burro;
  • sale q.b.

(Le dosi possono variare ma il rapporto tra la farina e il burro deve sempre essere di 2 a 1)

Preprazione

Versare sulla spianatoia la farina, unire il burro tagliato a pezzetti, impastare rapidamente fino a sabbiare il composto. Unire circa 180 gr di acqua fredda e leggermente salata. Impastare velocemente gli ingredienti. Raccogliere l’impasto a palla, coprirlo con un foglio di pellicola trasparente e, prima di usarlo, lasciarlo riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.

Preparazione del ripieno

Cuocere al vapore e separatamente gli asparagi coltivati, gli asparagi selvatici ed i germogli di luppolo quindi, con la mezzaluna, tritarli fimente. Riunire gli ingredienti preparati in una padella e farli soffriggere alcuni minuti con il burro e l’uvetta sultanina precedentemente ammollata. Unire le foglie di menta, la maggiorana ed il prezzemolo, anch’essi tritati finemente con la mezzaluna. Lasciare sul fuoco ancora qualche istante. Aggiustare di sale e pepe ed aggiungere un po’ di noce moscata. Trasferire il composto in una ciotola ed una volta raffreddato unire il parmigiano. Mescolare con cura per amalgamare bene tutti gli ingedienti.

Composizione della torta

Con una parte della pasta brisée stendere una sfoglia e trasferirla nello stampo leggermente imburrato ed infarinato. Spolverare con un po’ di pane grattugiato, distribuire uniformemente il ripieno e ricoprire con una rete ricavata dalla rimanente pasta brisée. Spennellare con un uovo leggermente sbattuto ed infornare a 200° per circa 35 minuti.

*** *** ***

Questa ricetta “per far torta di sparagi domestici, e saluatici, e di luppoli” proviene da un libro stampato a Venezia nel 1610, “Opera di Bartolomeo Scappi M. dell’arte del cucinare”. L’avevo proposta a maggio dell’anno scorso, in piena stagione di vartis e asparagi selvatici. Perchè le dedico un nuovo post? Perchè qui, Accanto al camino, c’è un’amica che sta organizzando il Weekend Herb Blogging numero 291. Io, in questo periodo, sono un po’ incasinata con mille impegni (ve l’avevo già detto? 🙂 ) ma ci tenevo a partecipare alla sua settimana … così … ho recuperato questa torta tutta per Libera.

Aggiungo i dovuti link ad Haalo (organizzatrice in carica), a Kalyn (fondatrice) e a Bri (organizzatrice italiana) e vi lascio con un assaggio … dell’ultimo mese!

Lavoro a parte, naturalmente 😉

5 giugno – Rievocazione storica Battaglia di Marengo: le truppe del generale Desaix arrivano a Castellar Ponzano e attraversano lo Scrivia.

19 giugno – Passeggiata enogastronomica nelle Frazioni: dieci km di collina e campagna per salumi, salvia in pastella, frittatine con le ortiche, agnolotti, tagliere di formaggi, dolci con farina di mais ottofile e vini dei Colli Tortonesi.

2 luglio, la festa del Paese – pesce, pesce e pesce: antipasti, zuppetta di cozze, spaghetti alle vongole veraci, astice, semifreddo alla pesca …

3 luglio: Il Concorso di Fotografia Naturalistica


 

Indovinate come si sopravvive a un mese così? 😉

Grazie per le fotografie a Giuseppe Filograno

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Il dipinto qui sopra ritrae San Gerardo dei Tintori (Monza, 1134?- 6 giugno 1207). Proveniente da una famiglia piuttosto agiata, alla morte del padre, Gerardo fondò a Monza un ospedale con lo scopo di assistere i poveri e i malati. La sede dell’ospedale pare fosse la stessa casa di Gerardo, sulla riva sinistra del Lambro ed il servizio era svolto da conversi (laici che, come i frati, vivevano in comune ma senza prendere i voti religiosi). L’ospedale, di cui Gerardo fu il “ministro” fino alla sua morte, continuò la sua attività fino al XVIII secolo, quando venne accorpato ad altri istituti di cura. Dopo la seconda guerra mondiale, l’amministrazione comunale di Monza decise di intitolargli l’ospedale cittadino e anche l’ospedale nuovo, che ospita la facoltà di Medicina dell’Università di Milano-Bicocca, conserva il suo nome. La venerazione di Gerardo iniziò già pochi anni dopo la sua morte e fu confermata ufficialmente da San Carlo Borromeo nel 1583. L’iconografia tradizionale lo ritrae come un uomo anziano, con la barba, vestito di un saio e con un bastone dal quale, in riferimento ad uno dei miracoli compiuti, pende un rametto di ciliegie.

Considerato che il sei giugno è ormai alle porte e la pioggia di questi giorni mi ha costretto ad una raccolta di ciliegie più abbondante del previsto, ho deciso di dedicare la mattinata ad una bella produzione di confettura e di ciliegie sciroppate. Naturalmente, appena finito di invasare il tutto, il mio lui è rientrato a casa … con una bella borsa di ciliegie… o meglio, una borsa di Belle di Garbagna. E così, dato che con la confettura avevo invasato anche l’ultimo granello di fantasia, ho cominciato a curiosare qua e là fino a che ho trovato la ricetta di Dany che mi è sembrata davvero stuzzicante: la crostata sassone alla ciliegie.

E questa è la mia versione: la crostata sassone alla Bella di Garbagna

Ingredienti per la pasta frolla:

  • 500 gr di farina di farro bianca macinata a pietra;
  • 1 bustina di lievito;
  • 180 gr di burro;
  • 120 gr di zucchero;
  • scorza di limone non trattato grattugiata;
  • 2 uova; 
  • 2-3 cucchiai di latte;
  • sale.

Ingredienti per il ripieno:

  • 1,800 kg di ciliegie fresche denocciolate;
  • 60 gr di zucchero.

Ingredienti per il crumble:

  • 200 gr di farina di farro bianca macinata a pietra;
  • 100 gr di burro; 
  • 60 gr di zucchero.

Preparazione:

Mettere tutti gli ingredienti per la pasta frolla in una boulle e mescolarli bene. Impastare il tutto lavorando velocemente il composto.
Raccogliere l’impasto ottenuto a palla, avvolgerlo in un foglio di pellicola e porlo a riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Nel frattempo pulire le ciliegie togliendo il picciolo e lavarle bene. Asciugarle accuratamente, snocciolarle e tenerle a parte.

A questo punto, trascorso il tempo indicato, stendere l’impasto, trasferirlo in una tortiera apribile imburrata ed infarinata ( diametro 28 cm) e bucherellare con una forchetta.
Coprire la pasta frolla con un primo strato di ciliegie e cospargere con parte dello zucchero. Ripetere l’operazione fino ad esaurimento delle ciliegie.

Quindi, preparare il crumble mettendo in un contenitore farina, burro e zucchero. Lavorare gli ingredienti fino ad ottenere un impasto da sbriciolare sopra la frutta.

Infornare a 180° per circa 40 minuti (forno ventilato 160°). Fare raffreddare nella teglia, aprirne la cerniera e, a piacere, guarnire con qualche ciliegia.

A questo punto, non resta che lasciare il link dei produttori di questa gustosissima ciliegia… Produttori Bella di Garbagna …

… e la segnalazione delle ultime ricette arrivate per “Cucina l’arte e…”, tutte spedite da Maky di Zenzero e Cannella.


Verdure saltate saporite e leggere

Kanten al litchi

Caesar Salad vegetariana con uovo in camicia

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Anche la colomba, come il panettone, per essere tale dovrebbe rispettare un disciplinare riguardante la preparazione e, soprattutto, gli ingredienti. La cosa, naturalmente, mi tocca fino ad un certo punto: non potendo utilizzare farina di frumento, infatti, mi preparo panettoni e colombe in casa, con farina bianca di farro macinata a pietra. Tutt’al più, gioco ad inventarmi qualche nome strano, che ne so, Farrottone o, per il Pandoro, Panfarro.
Ultimamente, però, la mia fantasia ha da fare altrove e poi, mi rifiuto di continuare la serie chiamandola “Farlomba” … piuttosto, la faccio bianca e nera e la chiamo “Gazza ladra” … in onore di colui che a colazione si frega sempre l’ultima fetta! 🙂
Per una volta, perciò, con buona pace dei disciplinari, Colomba sia!

Ingredienti per la colomba:

  • gr 500 di farina bianca di farro macinata a pietra;
  • gr 130 di zucchero semolato;
  • gr 125 di latte intero;
  • gr 5 di lievito di birra fresco;
  • gr 100 di tuorli d’uovo;
  • gr 135 di burro;
  • gr 120 acqua tiepida;
  • gr 5 di miele d’acacia;
  • gr 125 di scorze di arancia candite (oppure canditi misti);
  • una bacca di vaniglia;
  • gr 5 di sale fino.

Ingredienti per la ghiaccia:

  • 25/30 mandorle dolci sgusciate e spellate;
  • 75 gr di zucchero semolato;
  • albume q.b.

Ingrdienti per la decorazione:

  • mandorle sgusciate e spellate;
  • granella di zucchero (a piacere)

Procedimento

Primo giorno

Fare un poolish con 5 gr di lievito di birra, 125 gr di latte e 125 gr di farina bianca di farro.
Lasciare lievitare nella ciotola, coperto con un foglio di pellicola, per 8/12 ore.

Primo impasto

Stemperare il poolish con 95 gr di acqua tiepida (27°/28°), aggiungere 65 gr di zucchero e 25 gr di tuorli; iniziare ad amalgamare e, dopo qualche minuto, aggiungere 250 gr di farina.
Continuare a lavorare l’impasto fino a quando non risulterà bene asciutto e, a questo punto, aggiungere altri 25 gr di tuorli.
Lavorare finchè i tuorli d’uovo aggiunti non saranno completamente assorbiti e l’impasto si presenterà asciutto ed elastico (non si deve attaccare alla ciotola dell’impastatore).
Incorporare nell’impasto 70 gr di burro morbido e lasciare lievitare (dentro una ciotola sufficientemente capiente e coperto con un foglio di pellicola) fintanto che l’impasto non avrà triplicato il suo volume (circa 12 ore) .

Secondo impasto

Aggiungere al primo impasto 65 gr di zucchero, 5 gr di miele, 25 gr di acqua tiepida e 25 gr di tuorli. Iniziare ad impastare e, dopo qualche minuto, aggiungere 125 gr di farina.
Continuare a lavorare l’impasto fino a quando non risulta bene asciutto e, a questo punto, incorporare altri 25 gr di tuorli.
Lavorare finchè l”impasto risulta ben incordato. Aggiungere il sale, i semi della bacca di vaniglia, 65 gr di burro morbido. Continuare a lavorare l’impasto fintanto che tutti gli ingredienti non saranno ben amalgamati e, in ultimo, incorporare i canditi tagliati a piccoli cubetti (io aggiungo solo scorze di arancia candite frullate … non si vedono ma donano tutto il loro profumo all’impasto!).
Lasciare riposare l’impasto (nella ciotola dell’impastatore coperto con un foglio di pellicola) per circa 60 minuti, quindi, dividerlo in porzioni adeguate a seconda degli stampi che si intende usare.
Disporre l’impasto porzionato negli stampi e lasciare lievitare fino a quando non raggiunge il bordo ( circa 4/5 ore).

Preparazione della ghiaccia

Macinare le mandorle insieme con lo zucchero ed una parte degli albumi fino ad ottere una pasta fine.
Aggiungere ancora albumi fino a quando la ghiaccia risulterà di una consistenza tale da essere facilmente spalmata (attenzione non deve essere troppo liquida).

Una volta lievitate, spalmare sulle colombe la ghiaccia, decorare con le mandorle e la granella di zucchero (a piacere), quindi, infornare in forno statico e già caldo a 200°. Dopo 5 minuti, abbassare la temperatura a 180° e portare a cottura (per colombe formate in stampi da 750gr occorrono circa 45 minuti ).

Una volta sfornate lasciare raffreddare su di una gratella.

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Di tanto in tanto, mi capita di guardare in televisione delle trasmissioni di cucina e, a volte, all’ora di pranzo La prova del cuoco mi fa un po’ di compagnia. Nella puntata di giovedì scorso mi ha incuriosita la ricetta della “Pizza con verdure e alici”. Pochi giorni prima mi era capitato di leggere un’altra ricetta simile su DonnaModerna.com e così ho voluto provare anch’io a prepararla … ovviamente, con qualche modifica personale.

Ingredienti per l’impasto:

  • gr 400 di farina di farro integrale macinata a pietra;
  • gr 100 di farina di segale macinata a cilindri;
  • gr 7 di lievito di birra disidratat0;
  • 350 gr di acqua;
  • due cucchiaini di zucchero;
  • un chiucchiaio di olio evo;
  • due cuchiaini da the di sale fino.

 Ingredienti per la farcia

  • gr 500 di alici già pulite; 
  • gr 400 di fagiolini ;
  • 4 patate medie;
  • un peperone rosso;
  • un peperone giallo;
  • 4 uova intere;
  • uno spicchio di aglio;
  • un mazzetto di prezzemolo;
  • sale fino q.b.;
  • pepe q.b.

Preparazione dell’impasto

Su di un piano di lavoro, mischiare le farine insieme al lievito disidratato ed allo zucchero.
Creare una fontana, aggiungere l’olio e, gradatamente, l’acqua tiepida, formando man mano l’impasto.
Una volta impastati i due terzi della farina, aggiungere il sale.
Lavorare energicamente fino a quando l’impasto risulterà liscio ed elastico; modellarlo a palla e lasciare lievitare coperto fino al raddoppio del suo volume. 

Preparazione della farcia

Togliere le estremità ai fagiolini, lavarli e lessarli in acqua bollente e salata.
Lessare le patate partendo da acqua fredda e salare appena raggiunge il bollore.
Nel frattempo, pulire e tagliare a tocchetti i peperoni, immergerli in una boulle con acqua e sale e lasciarli in ammollo almeno 30 minuti.
In una padella mettere un po’ di olio evo, lasciare scaldare, quindi mettere i peperoni.
Dopo circa 5/6 minuti aggiungere le patate tagliate a fette ed i fagiolini. Salare e lasciare sul fuoco ancora qualche minuto.

Lasciare raffreddare.
In una boulle, sbattere le uova aggiungendo sale e pepe e tenere a parte.
Lavare e asciugare molto bene le alici quindi insaporirle con il prezzemolo e l’aglio tritati .

Composizione della torta

Stendere con il mattarello la pasta lievitata, formando un disco di diametro maggiore rispetto alla teglia che si userà per la cottura (io ho usato uno stampo a cerniera da 28 cm).
Trasferirlo nello stampo rivestito con carta forno e riempire disponendo a strati alternati le verdure e le alici (si inizia con le verdure).

Per ultimo versare le uova sbattute.
Ripiegare i bordi della pasta in eccesso, quindi, infornare in forno già caldo a 220°.
Dopo cinque minuti abbassare la temperatura a 180° e portare a cottura (circa 60 minuti).

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Giornata campale, impegnativa, divertentissima e, soprattutto con tanto, tanto tricolore: le bruschette, i tortelli, gli addobbi, la Società di Mutuo Soccorso di Castellar Ponzano abbellita dal verde-bianco-rosso di tante bandierine e dalle bandiere delle altre due SOMS presenti, Vho e Mombisaggio … ma lascio solo qualche fotografia e torno “in cucina” per i miei tortelli.

Come ho detto nei post precedenti, la ricetta era già stata pubblicata. Questa settimana, però, Libera organizza il 275° Weekend Herb Blogging: potevo non esserci?
Sinceramente, non so se ho mai inviato questa ricetta per qualche altra raccolta … però è anche vero che la prima ricetta era con le ortiche, questa, invece, è con gli spinaci, quindi tutto ok, credo… 🙂
Allora, lascio i link ad Haalo (organizzatrice in carica), a Kalyn (fondatrice), a Bri (organizzatrice italiana) e, quindi, la mia ricetta per Libera.

Tortelli tricolori di farro agli spinaci
Dosi per 70 persone     🙂   🙂

Ingredienti per la pasta all’uovo

  • 4,800 kg  di farina bianca di farro macinata a pietra;
  • 30 uova intere;
  • Sale q.b.

Ingredienti per la pasta all’uovo verde

  • 1 kg di farina bianca di farro macinata a pietra;
  • 500 gr di spinaci freschi (oppure se ne avete in abbondanza ortiche);
  • 6 uova;
  • sale q.b.

Ingredienti per la pasta all’uovo rossa

  • 1 kg di farina bianca di farro macinata a pietra;
  • un tubo di triplo concentrato di pomodoro;
  • 6 uova;
  • sale q.b.

Ingredienti per la farcia

  • 3,600 kg di ricotta vaccina;
  • 1,200 kg di spinaci già scottati;
  • 500 gr di parmigiano reggiano;
  • 12 uova intere;
  • mezza noce moscata;
  • sale qb.;

Procedimento

Preparare i tre impasti con gli ingredienti indicati e lasciarli riposare coperti per almeno mezz’ora.

Per la pasta all’uovo verde

Mondare e lavare gli spinaci ripetutamente in acqua fredda.
Cuocerli preferibilmente a vapore oppure in una casseruola con un pizzico di sale (non aggiungere acqua, basta quella rimasta sulle foglie dopo il lavaggio ed inoltre il sale aggiunto aiuterà ad estrarre la loro acqua di vegetazione). Una volta cotti, strizzarli molto bene quindi frullarli finemente.
Aggiungere gli spinaci cotti e frullati alla fontana formata con gli altri ingredienti e lavorare l’impasto fino ad averlo liscio ed omogeneo.

Per la pasta all’uovo rossa

Aggiungere il triplo concentrato di pomodoro stemperato con un po’ di acqua tiepida alla fontana formata con gli altri ingredienti e lavorare l’impasto fino ad averlo liscio ed omogeneo.
La regola generale è sempre quella di aggiungere all’impasto un po’ di acqua tiepida oppure un po’ di farina nel caso sia necessario regolarne la consistenza.

Per la farcia
Mondare e lavare gli spinaci.
Cuocerli qualche minuto senza aggiungere acqua, basta quella rimasta sulle foglie dopo il lavaggio.
Una volta cotti, scolarli e strizzarli molto bene e quindi, tritarli molto finemente.
Passare al setaccio la ricotta, raccoglierla in una ciotola e unire gli spinaci.
Aggiustare di sale ed insaporire il composto con la noce moscata.
Incorporare le uova leggermente sbattute ed il parmigiano reggiano.
Mescolare con cura per amalgamare bene tutti gli ingredienti.

Come preparare la pasta a righe
Con la pasta colorata preparare delle tagliatelle non troppo fini.
Con la pasta all’uovo e con l’ausilio di una sfogliatrice preparare dei rettangoli sufficientemente lunghi.
Spennellarli con acqua oppure con un po’ di albume ed appoggiarvi sopra, a distanza regolare, le tagliatelle colorate, avendo cura di alternre i colori.
Premere leggermente con le dita per fare aderire le strisce.
Infarinare la sfoglia in modo da assorbire l’eventuale umidità lasciata dall’acqua o dall’albume e passare ogni rettangolo tra i rulli della sfogliatrice fino ad ottenere lo spessore di pasta desiderato.

Come preparare i triangoli
Sopra ad uno stampo per tortelli triangolare, appoggiare la sfoglia a righe e, con l’ausilio di una sac à poche distribuire la farcia.
Chiudere con un’altra sfoglia a righe. oppure con una sfoglia di un unico colore.
Fare uscire l’aria e passare con il mattarello per fare aderire bene le sfoglie.
Capovolgere e, con una rotella dentata, ritagliare i tortelli.

I tortelli sono stati derviti conditi con  burro e salvia ed una abbondante spolverata di parmigiano

Con tutti i ritagli multicolore che vi avanzeranno potrete preparare tagliatelle oppure lasagne “marmorizzate” … se ne avrete ancora la forza !!! E se proprio non avete così tanta gente a cena, le dosi potete trovarle qui … ma con le ortiche… 🙂

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Seconda parte

C’è chi si occupa degli antipasti e chi della cima alla genovese, chi prepara la torronata e chi procura i formaggi sardi ed il vino …

E il primo? Di primo cosa facciamo?
Agnolotti!
No, ancora agnolotti no!
Allora i tortelli con le ortiche!
E le ortiche dove le trovi con ‘sto schifo di tempo?
Ma è la festa dell’Unità d’Italia, bisogna fare qualche cosa di diverso …
???

Antonella sa fare dei a tortelli a righe tricolori!
Sei sicuro?
Li ho visti sul suo blog!
Daniele provi a chiedere tu?
Ma si, vedrai che non ci sono problemi…

Non ci sono problemi!!?? Già, in fondo, sono solo 1260 tortelli a righe bianco-rosso-verdi … e cosa volete che sia? Tanto, sono praticamente da fare uno per uno!

Si , lo so che la ricetta dei tortelli tricolori l’avevo già postata l’anno scorso! Però era stata una cosa più normale: una cena tra colleghi, 13-14 persone … Qui mi hanno beccata con prenotazioni per 70: date un’occhiata alla ricetta e capirete cosa voglio dire! Mi è venuta voglia di emigrare! Poi, ho capito che in giro non c’è nemmeno uno stato che abbia una bella bandiera monocromatica senza stemmi o ghirigori …
Il bello è che qualcuno mi ha anche detto: “Pensa, se li facevi per la festa della padania dovevi prepararli tutti verdi con una rosa camuna bianca!”
Si, e se li facevo per Obama, oltre alle strisce dovevo mettere su ogni raviolo tutte le stelline? Comunque, al giusto prezzo, se ne può sempre discutere … la farcia come dovrebbe essere … di trota? 🙂
Scherzi a parte, oggi la faticaccia è finita. Domani si va … in pentola! Incrociate le dita per me 😉

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Prima parte






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