Saudade, ovvero breve storia del porcino triste e della rana scomparsa

Questa mattina lui è andato per funghi e, come spesso capita, è tornato tutto contento con il cestino quasi pieno.
La tradizione di famiglia vuole che, una volta a casa, la proprietà ufficiale dei funghi passi alla sottoscritta, responsabile della pulizia, conservazione, preparazione, ecc.
Tra i funghi trovati oggi, nonostante l’ora non proprio canonica, alcuni meritavano di essere eletti a protagonisti assoluti del pranzo.
Così, dopo averli puliti con cura, spazzolati con amore e passati teneramente con un telino umido, ho cominciato a separare le teste dai gambi. 

Arrivata all’ultimo porcino, il più grosso e il più fresco di tutti, ho avuto l’impressione che avesse un qualcosa di triste, di malinconico. Lo stavo guardando un po’ perplessa quando il porcino ha aperto gli occhi e si è guardato intorno…. 

Chi non è abituato ai funghi appena colti, probabilmente non sa che questi hanno due paia di occhietti, uno sulla parte alta del gambo, l’altro proprio sulla sommità della testa … 

I porcini "doppi" hanno tre paia di occhietti ... ma, a partire dagli 8 etti, mettono pure ... il rimmel 😉

Effettivamente, lo sguardo del porcino era decisamente triste e, siccome so che i porcini si intristiscono solo quando chi li ha raccolti ha combinato qualche “c…..a” nel loro bosco, mi sono stupita. Quando gira per i boschi, Daniele è molto rispettoso: non urla, non lascia cartacce o lattine in giro, non rovista tra le foglie con rastrelli o simili, non rompe i funghi che non raccoglie, quelli che raccoglie li pulisce sul posto e li trasporta nel classico cestino o in una retina, in modo che le spore possano liberamente cadere a terra … 

“Perchè diavolo sei così triste?” gli ho chiesto.
“Perchè tu mi vuoi friggere!” ha risposto.
“O bella! E perchè non dovrei friggerti? Per un porcino bello come te mi sembra proprio la fine migliore!”
“Già, hai ragione. Però tu mi vuoi friggere tutto da solo!”
“Scusa?”
“Quelli che friggevi gli anni scorsi, li friggevi sempre in compagnia ma quest’anno qui vedo solo funghi!”
“Guarda, abbi pazienza ma non capisco!”
“Dove sono le altre cose da gran fritto? Ad esempio, dove sono la cervella ed il filone?”
“Beh, non ne ho… sai, se non sono freschissimi di quelli mica ti puoi fidare … e poi, dopo la storia di muccapazza, non è che li trovi dappertutto.”
“E la salvia?”
“Non dire niente! Dopo l’ultima grandinata, non mi è rimasta più una foglia degna di essere fritta!”
“E le rane? Almeno le rane ci sono?! Ci sono sempre state quando facevi la serie dei fritti!”
Sono stata zitta. Come facevo a spiegare che di rane vere, di quelle nostrane da risaia, non ce ne sono quasi più?
Gli anni scorsi, in tre o quattro “spedizioni di pesca” si riusciva a mettere insieme qualche bella porzione. Quest’anno, dopo tanti anni, no! 😦
“Guarda, quest’anno le rane e tutto il resto non ci sono per un ragione importante. E’ il primo fritto serio che faccio e volevo dedicarlo solo ai porcini!”
“Mi sa che vuoi solo consolarmi.”
“No, non è vero! Ho persino preso una farina particolare, di un cereale antichissimo, da provare solo con voi!”
“Mmmm…”
“Ti taglierò a fettine piuttosto spesse (1 cm circa) e ne passerò metà in farina di farro bianca, in un uovo sbattuto e salato e, poi, nel pane grattugiato; l’altra metà, invece, solo in farina di Enkir. Poi, poche alla volta, tutte a friggere in una padella con abbondante olio ben caldo!”
“Allora dici sul serio, non è che anche le rane sono sparite e sono rimaste solo quelle robe che hanno le cosce come un sollevatore di pesi bulgaro?”
“Ma no! Fidati! Ti ho mai mentito?” 

Così, grazie ad una bugia degna di John, il porcino ha chiuso i suoi occhietti, apparentemente soddisfatto. Però, secondo me, un po’ di malinconia nello sguardo gli è rimasta.
Io li ho fritti tutti, li ho lasciati su un foglio di carta assorbente da cucina solo il tempo di assorbire quel poco di unto i piu’… e ce li siamo mangiati belli caldi e croccanti. 

Gli altri funghi, neanche da dirlo, sono finiti nell’essicatoio

La storia delle rane fritte, però, mi è rimasta sullo stomaco!
“E che problema c’è!”, direte voi.
“Te ne vai in un bel ristorante, ne ordini un bel piatto e ti togli la voglia!”
Si, però … Il fatto è che, con le rane, siamo un po’ .. come dire … ecco, dalle mie parti si dice “sofistici”!
Mi spiego … 

 

Questa, come si può vedere dall’angolo in basso a destra, è una foto presa da Google Earth. Il fiume che attraversa l’immagine da sinistra a destra è la Marcova, mentre quella che si vede sul lato destro è l’autostrada A26. La fotografia, infatti, riprende la pianura vercellese a sud di Stroppiana. In pratica, tutto quello che si vede è risaia!
Il nonno di Daniele faceva l’acquaiolo proprio qui, suo padre è cresciuto nel cascinotto a guardia del barraggio che si vede in alto a destra.
Da queste parti, fino a trent’anni fa, dopo i temporali estivi l’asfalto delle strade diventava verde e sembrava saltellare! 🙂
Le rane si sono sempre pescate, pulite come si deve (ed è qui il trucco!) e cucinate in mille modi diversi: riso e rane, rane ripiene, rane al verde, brodo di rane, rane fritte …
Insomma, alla fine, considerato che anch’io sono nata “sulle sponde” della Lomellina, si capisce come le rane siano considerate un po’ una cosa di famiglia.
… avendo cominciato a mangiarle pulite e cucinate come le preparavano le mondine, con tutto il rispetto, come fai ad andare a mangiarle al ristorante! 😉 

… 

Ah, già, la ricetta per le rane … ma il trucco per un buon piatto di rane fritte non è nella ricetta …
Innanzitutto, è necessario concentrarsi sulla parola “rane” e dimenticarsi la parola “cosce”. Le rane vanno mangiate tutte, non solo le cosce!!! Quindi si devono comperare (se sapete dove pescarle, meglio 🙂 ) le rane fresche (alcune pescherie le hanno). Bisogna spelarle, eviscerarle, lavarle per bene, asciugarle con cura… Il trucco sta nella parola eviscerarle: il fegato e le uova (quando le hanno) vanno lasciate!!!
A questo punto, procedete come fareste per il vostro miglior fritto! 🙂 

P.S. In questo post non ci sono le foto dei piatti perchè …
per le rane … inutile che ve lo dica, no? … 😦
per i funghi … se aspettavo ancora un po,’ i porcini, oltre ad essere tristi, mi venivano anche freddi 🙂

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