Lumache in umido con porcini

Mi sono resa conto all’improvviso di avere abbandonato il mio Luppolo già da qualche giorno. E’ vero che già nei periodi normali non sono una grande commentatrice degli altri blog che seguo, però, ultimamente sto latitando anche per quanto riguarda i post. Per fortuna, il lavoro si sta prendendo una bella fetta del mio tempo. Proprio in questi giorni, poi, hanno preso il via due iniziative non solo fotografiche a cui tengo particolarmente: Scrivia … lungo le sponde del mio torrente… e Dove volava l’Airone – Le strade di Fausto Coppi, e qualche ora se la sono presa anche loro. Essendo ormai arrivato anche marzo, è venuta l’ora di un nuovo appuntamento anche per l’ArchiCibvs, per cui ho preparato un articolo molto … dolce, che dovrebbe essere online nel fine settimana …

Nel frattempo, il resto del mondo procede con i suoi ritmi più o meno normali, ammesso che esista ancora qualcosa da chiamare normalità. Per fortuna, Accanto al Camino tutto è tornato in ordine, i sapori di Beirut sono sempre più intriganti, i concorsi raggiungono anche la pasta fillo, Marco continua a correre e Gunther a tenere in forma le sue papille vagabonde e interessantissime.

D’accordo, poi succedono anche un sacco di altre cose … però, questo è Il Luppolo Selvatico, mica la CNN. 🙂

Comunque sia, visto che ultimamente sto andando un pochino a rilento e ripartire subito di corsa non fa bene alla salute, ho pensato di riprendere un post che da qualche tempo restava lì, fermo, in attesa del momento giusto per uscire… come le lumache 😉

Ingredienti:

  • 400 gr di lumache già pulite e cotte;
  • 4 porcini freschi di media dimensione;
  • una manciata di porcini secchi;
  • due cipolle bianche;
  • passata di pomodoro;
  • un mazzetto di prezzemolo (facoltativo);
  • uno spicchio di aglio;
  • brodo vegetale;
  • sale;
  • pepe;
  • olio evo.

Preparazione:

In una ciotola, mettere in ammollo i porcini secchi coprendoli con acqua tiepida.
In una pentola, possibilmente di coccio, mettere un po’ di olio evo e fare appassire la cipolla e l’aglio tagliati finemente. Aggiungere i porcini freschi tagliati a cubetti ed i funghi secchi ammollati. Rosolare qualche minuto, quindi, aggiungere le lumache ed un paio di cucchiai di passata di pomodoro. Salare e pepare, aggiungere un po’ di brodo e portare a completa cottura (circa 40 minuti).
A piacere, a fine cottura aggiungere del prezzemolo tritato finemente.

Io ho servito questa preparazione accompagnandola con  medaglioni di polenta grigliati.

Dedicato …

L’altro giorno, ho ricevuto un commento alla ricetta della “Torta morbida di mele carla” che, facendo riferimento alla pagina “Mediterranea” di questo blog, mi “rimprovera” di dedicare troppo spazio ad una “cucina da arabi” e di non essermi “risparmiata nemmeno il piattino ebreo“.

Naturalmente, la firma del commento è pressochè anonima.

Ovviamente, l’idea di pubblicare il commento non mi sfiora minimamente, più che altro perchè ritengo che commenti di questo tipo siano opera di qualche piccolo troll.

Il primo impulso è stato quello di cancellare semplicemente il commento e ignorarlo. Poi, invece, ho cambiato idea.
In fondo, mi dà un’opportunità … e poi non c’era qualcuno che diceva “… dal letame nascono i fiori” …
Ho quindi deciso di allargare “Mediterranea” alla mia side bar e di mettere il link ad una ricetta diversa ogni settimana, ovviamente proveniente da un blog rigorosamente “straniero”.

Visto che il commento terminava con un “Ma non è meglio restare su torta di mele e polenta invece di perdere tempo con cous-cous e porcherie varie?” è ovvio che il primo link sarà tutto per il cous-cous.

All’autrice/autore del commento, invece, dedico volentieri una ricetta che da qualche tempo non faccio (e per questo, quindi, non ho foto). E’ la ricetta di un piatto che si sposa sempre molto bene con la polenta e che copio pari pari dal sito della “Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina“: Bacalà alla vicentina, appunto!

Mi auguro che, visto l’abbinamento con la polenta, sia gradito… e che, vista la necessità di fosforo, sia consumato in abbondanza! 😉

Ingredienti per 12 persone

  • Kg 1 di stoccafisso secco
  • gr. 500 di cipolle
  • Litri 1 di olio d’oliva extravergine
  • 3-4-acciughe
  • ½ litro di latte fresco
  • poca farina bianca
  • gr. 50 di formaggio grana grattugiato
  • un ciuffo di prezzemolo tritato
  • sale
  • pepe

Preparazione
Ammollare lo stoccafisso, gia’ ben battuto, in acqua fredda, cambiandola ogni 4 ore, per 2-3 giorni.
Levare parte della pelle. Aprire il pesce per lungo, togliere la lisca e tutte le spine. Tagliarlo a pezzi quadrati, possibilmente uguali.
Affettare finemente le cipolle; rosolarle in un tegamino con un bicchiere d’olio, aggiungere le acciughe dissalate, diliscate e tagliate a pezzetti; per ultimo, a fuoco spento, unire il prezzemolo tritato.
Infarinare i vari pezzi di stoccafisso, irrorati con il soffritto preparato, poi disporli uno accanto all’altro, in un tegame di cotto o alluminio oppure in una pirofila (sul cui fondo si sara’ versata, prima, qualche cucchiaiata di soffritto); ricoprire il pesce con il resto del soffritto, aggiungendo anche il latte, il grana grattugiato, il sale, il pepe.
Unire l’olio fino a ricoprire tutti i pezzi, livellandoli.
Cuocere a fuoco molto dolce per circa 4 ore e mezzo, muovendo ogni tanto il recipiente in senso rotatorio, senza mai mescolare.
Questa fase di cottura, in termine “vicentino” si chiama “pipare”.
Solamente l’esperienza sapra’ definire l’esatta cottura dello stoccafisso che, da esemplare ad esemplare, puo’ differire di consistenza.
Il bacalà alla vicentina e’ ottimo anche dopo un riposo di 12/24 ore. Servire con polenta.

P.S. Ovviamente, non sarà concesso ulteriore spazio: dal letame nasceranno anche i fiori … ma, a tenerselo in casa, si muore dalla puzza!  😉