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Giorni difficili al Luppolo! E’ già qualche tempo che lo ripeto, sperando che in qualche modo le cose migliorino e la sottoscritta riesca a riappropriarsi di un po’ di tempo libero… A pensarci bene, però, non è che ho proprio tutto il diritto di lamentarmi. Lavoro a parte (quello è sempre il benventuo 🙂 ), in effetti sono io che mi trovo impegni uno dopo l’altro.

Tutte cose che mi divertono e che faccio volentieri, naturalmente, però, in un modo o nell’altro, tutte assorbono tempo e così la mia cucina soffre! 😦

Dunque, vediamo un po’…
… in prima battuta dovrei preparare il mio post di maggio per l’ArchiCibVs: ho già una idea sviluppata a mezzo… vediamo cosa ne esce …
… poi, ci sarebbe la mia nuova collaborazione con il blog della SMS Castellar Ponzano: solo prodotti locali ma è già tutto pronto …
… quindi,  il Concorso di fotografia naturalistica, beh, qui faccio solo la giurata, quindi, finchè non si chiude la ricezione delle fotografie sono tranquilla;
però, c’è “Una passeggiata nelle frazioni“! Questa è davvero impegnativa: una passeggiata enogastronomica tra le nostre colline ed i nostri vigneti. Potevo limitarmi a partecipare? Organizzare tutto sarà anche bella sfacchinata ma vuoi mettere il divertimento a cercare i prodotti da offrire, preparare i piatti, scegliere i vini? 🙂

A dire il vero, poi, ci sarebbe ancora un’altra cosa e questa riguarda proprio il Luppolo: Cucina l’arte e …
C’è ancora quasi un mese di tempo ma qualcosa comincia a muoversi e qualche ricetta comincia ad arrivare.
La prima è stata Silvia di Acqua e Farina che, partendo dalla tavola di Roberto Bixio Pasta Festival, ha proposto dei golosissimi Spaghetti  fiori di zucca e ricotta.

L’altro ieri, invece, Alex di Food 4 thought si è appropriata della tavola Northern Seas e ha inventato una Fish Pie delux assolutamente da provare.

Ovviamente, di tavole a cui ispirarsi ce ne sono ancora tante! Insomma, a prescindere dall’animo lievemente 🙂 pubblicitario di questo post, se volete un suggerimento per il prossimo mese di giugno potrei proporvi

  • entro il 14, un invio di fotografie per Scrivia … lungo le sponde del mio torrente… : essere fotografi professionisti non serve ed i premi sono davvero interessanti;
  • il 19, una passeggiata sui colli tortonesi condita da salumi, frittatine alle erbe, agnolotti, cortese, favorita, formaggi … (potrebbe essere una buona occasione per provare le famose fragoline profumate di Tortona, se la fortuna ed il tempo aiutano…);
  • preparare una ricetta per Cucina l’arte e… e chissà cosa ne verrà fuori! 😉

Ingredienti:

  • 140 gr. di piselli finissimi in scatola;
  • 6 fette di prosciutto cotto;
  • 100 gr. di vermicelli di soia;
  • 2 carote;
  • 1 patata di medie dimensioni;
  • 1 cipolla rossa;
  • olio evo;
  • sale.

Preparazione

Mettere la patata e le carote in una pentola con acqua fredda, portare ad ebollizione, salare e lasciare sul fuoco fino a completa cottura.
Scolare le verdure, tagliarle a piccoli dadini e tenere a parte.
In una padella a freddo, mettere un filo d’olio e la cipolla tritata finemente.
Appena la cipolla comincia ad appassire, aggiungere i piselli e le altre verdure tagliate a dadini.
Lasciare ad insaporire sul fuoco per qualche minuto ed eventualmente aggiustare di sale.
Fare bollire dell’acqua in una pentola e buttare i vermicelli. Spegnere il fuoco e lasciare riposare per due-tre minuti.
Scolare i vermicelli e passarli sotto l’acqua fredda.
Sopra un foglio di pellicola, distendere i vermicelli a formare un primo strato, disporvi sopra una fetta di prosciutto e parte delle verdure, arrotolare a mo’ di involtino.
Continuare così fino ad esaurire gli ingredienti.
Friggere gli involtini in una padella con olio caldo e servire subito, completando, a piacere, con una riduzione di aceto balsamico.

Si, si! Dicono che il 12 giugno 2011 andremo a votare per i referendum! Si, si, proprio così! Cosa volete che vi dica …  andando a votare, se potete, ascoltatevi qualche pezzo da questo vecchio disco, tratto da un concertino tenutosi al Madison Square Garden di New York … giusto qualche mese dopo un piccolo inconveniente alla centrale di Three Mile Island (Pennsilvanya – USA) …

Buon ascolto!!!

Jackson Browne – David Lindley

Jackson Browne – David Lindley

Bruce Springsteen

…e per chi andrà comunque al mare … anche quella è ACQUA (per ora gratuita).

Tonno di coniglio

Il tonno di coniglio è un piatto tipico delle campagne piemontesi e le prime versioni di questa ricetta arrivano dal Monferrato e dall’Alta Val Tanaro. Cucinato solitamente dalle contadine nei periodi di piena attività, era soprattutto un piatto estivo. Naturalmente, nella preparazione non c’è traccia di tonno: la ricetta deve il suo nome al metodo di preparazione e conservazione della carne, del tutto simile a quello del tonno e di altri pesci conservati sott’olio. E’ un piatto che va cucinato almeno con un giorno di anticipo e può essere servito come antipasto, accompagnato da giardiniera in agrodolce, o come secondo piatto, insieme con un’insalata di misticanza o di valeriana.

INGREDIENTI :

  • un coniglio del peso di circa 1,5 kg già pulito e privato della testa;
  • 3 coste di sedano ;
  • 3 carote;
  • 1 cipolla;
  • 6/8 spicchi di aglio ;
  • 2 foglie di alloro;
  • un grosso ciuffo di salvia fresca;
  • un rametto di rosmarino;
  • un paio di rametti di timo fresco;
  • il succo di due limoni (facoltativo);
  • olio extravergine d’oliva q.b.;
  • 3 chiodi di garofano;
  • sale grosso;
  • una decina di grani di pepe.

 

PROCEDIMENTO:

In una pentola, mettere dell’acqua fredda in quantità sufficiente a coprire poi il coniglio ed unire il sedano, le carote, la cipolla steccata con i chiodi di garofano, qualche foglia di salvia, il rosmarino, il timo, l’alloro.
Mettere sul fuoco e portare ad ebollizione.
Dopo qualche minuto aggiungere il coniglio lavato e tagliato in tre parti. Insaporire con il sale ed aggiungere una decina di grani di pepe.
Lessare a fiamma moderata per circa un’ora (la carne deve risultare ben cotta e tenera).
Togliere la pentola dal fuoco e lasciare raffreddare il coniglio nel suo brodo di cottura.

Una volta raffreddato, togliere il coniglio dal brodo e lasciarlo scolare appoggiandolo in un colino.
Asciugare bene la carne, tamponandola con carta assorbente, e sfaldarla con le mani ricavandone dei piccoli pezzi. 
Disporre i pezzetti di carne a strati, in una boulle di vetro munita di coperchio, alternando olio, aglio, foglie di salvia e carne.
Iniziare facendo un fondo con olio abbondante, un poco di aglio tritato (oppure a spicchi interi), qualche foglia di salvia e parte della carne di coniglio sfilacciata. Ripetere gli strati fino a terminare la carne. In ultimo, versare olio fino a coprire.
A piacere, irrorare con il succo dei limoni.
Lasciare marinare in luogo fresco per almeno 12 ore prima di servire. Consumare entro 3/4 giorni.

Volendo conservare il tonno di coniglio più a lungo, disporre la carne con la marinata in vasetti a chiusura ermetica, metterli in una pentola coperti con acqua fredda e mettere sul fuoco. Fare bollire i vasetti per 45/60 minuti, togliere dal fuoco e lasciarli raffreddare nell’acqua. In questo modo si sarà creato il sottovuoto ed il tonno di coniglio potrà essere conservato per 5/6 mesi.

Nei giorni scorsi Il Luppolo Selvatico ha compiuto un anno!
Non lo dico perchè voglio in qualche modo festeggiare il superamento della fatidica soglia ma perchè vorrei far notare una cosa.
A prescindere dai divieti di WordPress, in tutto questo tempo non ho mai inserito nei miei post alcun “messaggio pubblicitario”.
Non perchè non ce ne abbia avuto l’occasione, anzi, ma semplicemente perchè non ho voluto farlo.
I nomi ed i marchi commerciali che saltuariamente si trovano nei miei post e nelle mie ricette sono lì solo perchè li uso personalmente e credo valga la pena farli conoscere. Potranno anche non piacere, d’altronde, de gustibus non disputandum est , ma certamente sono il risultato di professionalità, attenzione alla qualità nel senso più ampio del termine, rispetto per il proprio lavoro e per i consumatori.
Tra i miei link, invece, ho inserito alcuni prodotti legati al territorio dove vivo perchè credo che in qualche modo, dal punto di vista delle tradizioni o della innovazione, rappresentino adeguatamente proprio questo territorio.
E’ il caso del link che punta al sito del Birrificio Montegioco.
Ho conosciuto queste birre per caso: Daniele e Riccardo Franzosi, il mastro birraio di questa micro-brewery, si conoscono da quando erano ragazzi. Le ho assaggiate, anche se sull’etichetta compariva la segnalazione “possibili tracce di frumento“… e, come sapete, il frumento non trova patria qui al Luppolo. Ho capito, però, che quella scritta era un segno della serietà e dell’attenzione con cui Riccardo prende il suo lavoro e, in seguito,  ho inserito il link al suo sito nella mia side bar … perchè ero convinta di aver assaggiato un prodotto davvero di qualità!

Ma se scrivo una cosa un motivo ci sarà, o no? E, infatti, c’è!

Se leggete la Stampa di oggi o se fate una ricerca su Google, inserendo le parole Quarta Runa o Birrifico Montegioco scoprirete, tra le altre cose, questa notizia: “La perla del Birrificio Montegioco si classifica al secondo posto assoluto al Campionato Italiano Birre Artigianali appena concluso a Roma. Quattro mesi di assaggi alla cieca di oltre 700 birre artigianali in tutta Italia hanno decretato il miglior prodotto secondo l’Associazione Degustatori Birra.”

e mica solo questo, perchè … “Montegioco, oltre all’affermazione della Quarta Runa (prima nella tipologia  “Frutta-acide” e seconda assoluta del concorso) vede premiata anche la Ratweizen con il secondo posto nelle Weizen”.

Mica micio-micio  bau-bau!!!

E allora, scusa WordPress, ma questa volta i “consigli per gli acquisti” li lancio proprio con tanta soddisfazione! Bravo Riccardo!!!

 

Quando un fine settimana comincia così, assistendo alla presentazione della nuova linea della Cantina Sociale di Tortona, non ci si può proprio lamentare.
Dopo un periodo difficile, i Vignaioli del Tortonese hanno deciso di accettare la sfida dei tempi che cambiano e di un mercato sempre più attento alla qualità. Il risultato è una linea di vini tipicamente tortonesi, che sottolineano il loro legame con il territorio anche nei dettagli delle etichette e nomi.
La strada intrapresa sembra essere quella giusta, anche se non mi sembra giusto, soprattutto per una non-esperta come me, giudicare solo sui risultati della “prima annata” del nuovo corso: ottant’anni di storia, come quelli che uniscono la Cantina sociale di Tortona alle proprie colline, meritano un’attenzione particolare. D’altronde, i nomi proposti vanno dal Timorasso alla Favorita, dal Cortese alla Barbera e al Dolcetto …


A questo punto si potrebbe essere soddisfatti. Visto che il fine settimana è fatto di sabato e domenica, però, perchè limitarsi? La domenica, ad esempio, potrebbe essere dedicata a una bella frittellata ma, tanto che ci siamo, meglio esagerare un po’! E allora, trasferimento alla SMS di Castellar Ponzano per un incontro ravvicinato con frittelle dolci e fugassette … avete presente quelle piccole delizie al formaggio che sembrano fare un po’ il verso alla focaccia di Recco ma che, invece, hanno una personalità ed un gusto tutto loro? Ecco, se vi manca una vera protagonista per un fritto con i controfiocchi, la fugassetta è quella che vi serve.

… per assaggiarle sono arrivati anche a cavallo!!!

 

Se non mi credete, provate a farvi un giro a Megli, sulle fasce sopra Recco (GE), il 25 aprile o il primo maggio! Più che una sagra, una vera “full immersion”, tanto che per affrontarla occorre prima riposarsi un po’ al sole! 🙂 Se ci fate un giro, e non ve ne pentirete, fatemi sapere se mi sono sbagliata! 😉

Colomba di Pasqua

Anche la colomba, come il panettone, per essere tale dovrebbe rispettare un disciplinare riguardante la preparazione e, soprattutto, gli ingredienti. La cosa, naturalmente, mi tocca fino ad un certo punto: non potendo utilizzare farina di frumento, infatti, mi preparo panettoni e colombe in casa, con farina bianca di farro macinata a pietra. Tutt’al più, gioco ad inventarmi qualche nome strano, che ne so, Farrottone o, per il Pandoro, Panfarro.
Ultimamente, però, la mia fantasia ha da fare altrove e poi, mi rifiuto di continuare la serie chiamandola “Farlomba” … piuttosto, la faccio bianca e nera e la chiamo “Gazza ladra” … in onore di colui che a colazione si frega sempre l’ultima fetta! 🙂
Per una volta, perciò, con buona pace dei disciplinari, Colomba sia!

Ingredienti per la colomba:

  • gr 500 di farina bianca di farro macinata a pietra;
  • gr 130 di zucchero semolato;
  • gr 125 di latte intero;
  • gr 5 di lievito di birra fresco;
  • gr 100 di tuorli d’uovo;
  • gr 135 di burro;
  • gr 120 acqua tiepida;
  • gr 5 di miele d’acacia;
  • gr 125 di scorze di arancia candite (oppure canditi misti);
  • una bacca di vaniglia;
  • gr 5 di sale fino.

Ingredienti per la ghiaccia:

  • 25/30 mandorle dolci sgusciate e spellate;
  • 75 gr di zucchero semolato;
  • albume q.b.

Ingrdienti per la decorazione:

  • mandorle sgusciate e spellate;
  • granella di zucchero (a piacere)

Procedimento

Primo giorno

Fare un poolish con 5 gr di lievito di birra, 125 gr di latte e 125 gr di farina bianca di farro.
Lasciare lievitare nella ciotola, coperto con un foglio di pellicola, per 8/12 ore.

Primo impasto

Stemperare il poolish con 95 gr di acqua tiepida (27°/28°), aggiungere 65 gr di zucchero e 25 gr di tuorli; iniziare ad amalgamare e, dopo qualche minuto, aggiungere 250 gr di farina.
Continuare a lavorare l’impasto fino a quando non risulterà bene asciutto e, a questo punto, aggiungere altri 25 gr di tuorli.
Lavorare finchè i tuorli d’uovo aggiunti non saranno completamente assorbiti e l’impasto si presenterà asciutto ed elastico (non si deve attaccare alla ciotola dell’impastatore).
Incorporare nell’impasto 70 gr di burro morbido e lasciare lievitare (dentro una ciotola sufficientemente capiente e coperto con un foglio di pellicola) fintanto che l’impasto non avrà triplicato il suo volume (circa 12 ore) .

Secondo impasto

Aggiungere al primo impasto 65 gr di zucchero, 5 gr di miele, 25 gr di acqua tiepida e 25 gr di tuorli. Iniziare ad impastare e, dopo qualche minuto, aggiungere 125 gr di farina.
Continuare a lavorare l’impasto fino a quando non risulta bene asciutto e, a questo punto, incorporare altri 25 gr di tuorli.
Lavorare finchè l”impasto risulta ben incordato. Aggiungere il sale, i semi della bacca di vaniglia, 65 gr di burro morbido. Continuare a lavorare l’impasto fintanto che tutti gli ingredienti non saranno ben amalgamati e, in ultimo, incorporare i canditi tagliati a piccoli cubetti (io aggiungo solo scorze di arancia candite frullate … non si vedono ma donano tutto il loro profumo all’impasto!).
Lasciare riposare l’impasto (nella ciotola dell’impastatore coperto con un foglio di pellicola) per circa 60 minuti, quindi, dividerlo in porzioni adeguate a seconda degli stampi che si intende usare.
Disporre l’impasto porzionato negli stampi e lasciare lievitare fino a quando non raggiunge il bordo ( circa 4/5 ore).

Preparazione della ghiaccia

Macinare le mandorle insieme con lo zucchero ed una parte degli albumi fino ad ottere una pasta fine.
Aggiungere ancora albumi fino a quando la ghiaccia risulterà di una consistenza tale da essere facilmente spalmata (attenzione non deve essere troppo liquida).

Una volta lievitate, spalmare sulle colombe la ghiaccia, decorare con le mandorle e la granella di zucchero (a piacere), quindi, infornare in forno statico e già caldo a 200°. Dopo 5 minuti, abbassare la temperatura a 180° e portare a cottura (per colombe formate in stampi da 750gr occorrono circa 45 minuti ).

Una volta sfornate lasciare raffreddare su di una gratella.

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